Urne aperte oggi e domani in 13 regioni, 4 province e 462 Comuni per il rinnovo di consigli e giunte: sono oltre 41 milioni i cittadini chiamati a dire la loro. Di fatto sarà un test nazionale, come lo hanno definito Umberto Bossi prima e Silvio Berlusconi poi, tanto da averlo trasformato nell’ennesimo referendum personale.
Tante le partite che si giocano, da quelle territoriali, ovvio, a quelle dentro gli schieramenti opposti. La Lega punta al sorpasso al Nord per avere maggiore peso specifico nel governo, Berlusconi mira ad un nuovo plebiscito per zittire definitivamente sia Bossi che Gianfranco Fini. Ma anche nel Pd il dopo voto è atteso con pazienza dai franceschiniani e dai veltroniani: se il Pd supera otto regioni su tredici sarà complicato attaccare la linea del segretario, ma se il risultato dovesse scendere al di sotto di questa asticella, sono già pronti a dare battaglia, l’occasione potrebbe essere proprio la convention di Area Democratica già fissata a Cortona dal 6 all’8 maggio. Pierferdinando Casini gioca in solitaria: superare il 6% e lavorare all’alternativa. C’è chi è sicuro che in Puglia i centristi opteranno per il voto utile:_una croce sul simbolo del partito e uno sul nome di Nichi Vendola, tentazione più acuta dopo gli attacchi del premier a Casini.
Le Regioni
Sarà determinante capire come andrà nel Lazio e in Piemonte, due regioni politicamente molto significative per entrambi gli schieramenti e sarà una battaglia all’ultimo voto, come confermerebbero gli ultimi sondaggi riservati. In Piemonte Mercedes Bresso, presidente uscente, dovrà spuntarla sul leghista Roberto Cota, decisivo sarà il voto di Torino e provincia: se qui la coalizione di centrosinistra supera il 58% la riconferma della governatrice è più vicina. Nel Lazio la forbice è strettissima tra Emma Bonino e Renata Polverini, anche se la candidata del centrosinistra è in leggero vantaggio.
L’incognita astensione
L'incognita sono gli indecisi e gli astensionisti che- dopo il caos liste - potrebbero annidarsi più numerosi nel centrodestra. Nasce da qui l’appello di Berlusconi - praticamente a rete unificate l’altro ieri - ad andare a votare. Sul filo anche la Puglia dove l’Udc potrebbe fare la differenza e determinare il sorpasso del governatore uscente su Rocco Palese, Pdl. In Liguria, Claudio Burlando sarebbe in leggero vantaggio su Sandro Mario Biasotti, mentre in Calabria Agazio Loiero si dice convinto della riconferma, malgrado i sondaggi diano altre indicazioni, a favore del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti.
In Campania le liste collegate a Stefano Caldoro sulla carta sono maggioranza, ma Vincenzo De Luca oltre allo schieramento di centrosinistra può contare su una grande popolarità personale, resta da capire quanto riuscirà ad accorciare la forbice. Berlusconi, che qualche mese fa puntava al piatto grosso, oggi dice che se ne conquista una in più delle attuali 2, ha vinto. Al Nazareno per ora danno per certe Umbria, Marche, Basilicata, Emilia e Toscana.
Tante le partite che si giocano, da quelle territoriali, ovvio, a quelle dentro gli schieramenti opposti. La Lega punta al sorpasso al Nord per avere maggiore peso specifico nel governo, Berlusconi mira ad un nuovo plebiscito per zittire definitivamente sia Bossi che Gianfranco Fini. Ma anche nel Pd il dopo voto è atteso con pazienza dai franceschiniani e dai veltroniani: se il Pd supera otto regioni su tredici sarà complicato attaccare la linea del segretario, ma se il risultato dovesse scendere al di sotto di questa asticella, sono già pronti a dare battaglia, l’occasione potrebbe essere proprio la convention di Area Democratica già fissata a Cortona dal 6 all’8 maggio. Pierferdinando Casini gioca in solitaria: superare il 6% e lavorare all’alternativa. C’è chi è sicuro che in Puglia i centristi opteranno per il voto utile:_una croce sul simbolo del partito e uno sul nome di Nichi Vendola, tentazione più acuta dopo gli attacchi del premier a Casini.
Le Regioni
Sarà determinante capire come andrà nel Lazio e in Piemonte, due regioni politicamente molto significative per entrambi gli schieramenti e sarà una battaglia all’ultimo voto, come confermerebbero gli ultimi sondaggi riservati. In Piemonte Mercedes Bresso, presidente uscente, dovrà spuntarla sul leghista Roberto Cota, decisivo sarà il voto di Torino e provincia: se qui la coalizione di centrosinistra supera il 58% la riconferma della governatrice è più vicina. Nel Lazio la forbice è strettissima tra Emma Bonino e Renata Polverini, anche se la candidata del centrosinistra è in leggero vantaggio.
L’incognita astensione
L'incognita sono gli indecisi e gli astensionisti che- dopo il caos liste - potrebbero annidarsi più numerosi nel centrodestra. Nasce da qui l’appello di Berlusconi - praticamente a rete unificate l’altro ieri - ad andare a votare. Sul filo anche la Puglia dove l’Udc potrebbe fare la differenza e determinare il sorpasso del governatore uscente su Rocco Palese, Pdl. In Liguria, Claudio Burlando sarebbe in leggero vantaggio su Sandro Mario Biasotti, mentre in Calabria Agazio Loiero si dice convinto della riconferma, malgrado i sondaggi diano altre indicazioni, a favore del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti.
In Campania le liste collegate a Stefano Caldoro sulla carta sono maggioranza, ma Vincenzo De Luca oltre allo schieramento di centrosinistra può contare su una grande popolarità personale, resta da capire quanto riuscirà ad accorciare la forbice. Berlusconi, che qualche mese fa puntava al piatto grosso, oggi dice che se ne conquista una in più delle attuali 2, ha vinto. Al Nazareno per ora danno per certe Umbria, Marche, Basilicata, Emilia e Toscana.

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