
Il ruolo dei comunisti nella società italiana si dovrebbe impostare in tre punti cardini:
1) l'individuo:
2) la famiglia:
3) lavoro:
L'INDIVIDUO: come capitale umano in tutte le sue forme sociali (bambino, uomo, anziano).
La società che i nuovi comunisti italiani si dovrebbero impegnare a costruire e a realizzare e ridare in primis un profilo culturale, politico, morale, dell' istituzione, spazzando via il ciarpame politico attuale, fatti di corrotti e faccendieri che usano la politica per fare soldi a livello personale , non preoccupandosi del bene comune.
I nuovi comunisti italiani si dovrebbero impegnare per realizzare una politica sociale che miri a mettere al centro l'individuo e non il capitale, in tutte le forme essenziali e nude del vivere comuni, garantendogli le piattaforme essenziali di una società moderna, nelle forme di sopravvivenza e non di profitto o meglio non è compito della società, ma dell'individuo privato. Questo significa garantire a l'individuo attuale una libertà di 360 gradi per le opportunità sociali e intellettive, in base alle sue proprie capacità non economiche ma di essere umano, far sì che la società futura abbia degli assetti compiuti dove gli individuo non si dividono per classi sociali, economiche ma di meritocrazia, dove non trovano posto i furbi, i corrotti e i corruttori. Dando delle garanzie sociali di diritti e doveri uguali per tutti, verso i poteri forti agendo contro gli abusi e d' umiliazione ricattatori nei momenti di difficoltà economiche e di salute, mettendolo al r iparo della società dei beni essenziali dell'individuo.
LA FAMIGLIA: i nuovi comunisti devono far si che la famiglia del futuro dovrebbe godere dei diritti basilari essenziali,di non umiliazione e di ricatto per le proprie incapacità economiche, ma dare pari opportunità d' accesso ai diversi reparti sociali istituzionali, far sì che non si dividono per culto, razza o colore della pelle, ma contare su una società e su uno stato laico, che la religione rientri in una sfera strettamente privata ma nella società tutti uguali, avere una scuola, università, uffici pubblici laici, smantellare simboli religiosi predominanti di una società bigotta ricattatoria ancor peggio maggioritaria e predominante, per avere libertà di vivere.
LAVORO: i nuovi comunisti dovrebbero essere garanti dei nuovi diritti del lavoro dipendente, o autonomo, riscrivere regole nuove lineari chiare e inequivocabili, dare il giusto peso sociale alla pari dei poteri forti, che non sia discriminante potere economico, farsi che l'imprenditore e la forza lavoro si confrontano alla pari, mettere una serie di regole certe, di lavoro certo, di assunzioni di responsabilità sia tecniche che economiche.
I nuovi comunisti si dovrebbero occupare di un frangente nuovo del mondo del lavoro, se vogliamo figlio del mondo operaio degli anni 60/70, abbandonati da tutto e da tutti nonostante quella fascia che regge il sistema economico italiano la piccola imprenditoria, la cui né conta né accusa, silenziosa si sacrifica in prima persona ricevendo umiliazioni e ricatti dai poteri forti: banche – inps - fisco.
I nuovi comunisti si dovrebbero impegnare di sfide nuove per creare uno strato sociale garantito a tutti mettendo al centro l'individuo e la sua famiglia nel caso del non lavoro, per problemi che la società non è all'altezza di fornirgli, o per problemi di salute, mettendolo a riparo dal ricatto economico pubblico o privato per il suo nuovo stato di povertà,garantendogli uno stato sociale essenziale di sopravvivenza sia contributiva che mutuaria. In uno stato di intoccabilità dei beni essenziali, individuo, famiglia, casa e lavoro.
fantilli silvano |
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