Saranno a Roma, in piazza Montecitorio oggi giovedì 18 febbraio, accanto a quelli che hanno definito gli “angeli del terremoto”, i vigili del fuoco, gli aquilani del comitato 3:32 e altri cittadini aquilani che dicono “No” a un potere non democratico della protezione civile.
La manifestazione organizzata dalle sigle sindacali dei vigili del fuoco e sostenuta a livello nazionale da comitati, presidi e cittadini aderenti, nasce ben prima della pubblicazione delle intercettazioni e dell’arresto di alcuni nomi al vertice del Dipartimento e imprenditori impegnati nei vari appalti; nelle intenzioni doveva essere un “No” alla Protezione civile Spa. Dopo l’eliminazione della trasformazione in Spa dai testi in discussione alla Camera, non si ferma comunque la protesta.
Nel comunicato diffuso, il comitato aquilano 3:32 ha spiegato che scenderà comunque in piazza perché “questo sistema di Protezione civile, anche senza la trasformazione in SpA, è pericoloso per la democrazia e per la legalità” potendo contare su un “sistema di malaffare non democratico” ed essendo una macchina che permette “speculazioni sulle emergenze”. Ma gli aquilani ci saranno anche “per essere al fianco dei Vigili del fuoco, emarginati ed umiliati, che invece dovrebbero essere il fulcro delle attività di protezione civile. Loro sempre accanto a noi, noi un giorno accanto a loro!”, scrivono nel comunicato.
La manifestazione organizzata dalle sigle sindacali dei vigili del fuoco e sostenuta a livello nazionale da comitati, presidi e cittadini aderenti, nasce ben prima della pubblicazione delle intercettazioni e dell’arresto di alcuni nomi al vertice del Dipartimento e imprenditori impegnati nei vari appalti; nelle intenzioni doveva essere un “No” alla Protezione civile Spa. Dopo l’eliminazione della trasformazione in Spa dai testi in discussione alla Camera, non si ferma comunque la protesta.
Nel comunicato diffuso, il comitato aquilano 3:32 ha spiegato che scenderà comunque in piazza perché “questo sistema di Protezione civile, anche senza la trasformazione in SpA, è pericoloso per la democrazia e per la legalità” potendo contare su un “sistema di malaffare non democratico” ed essendo una macchina che permette “speculazioni sulle emergenze”. Ma gli aquilani ci saranno anche “per essere al fianco dei Vigili del fuoco, emarginati ed umiliati, che invece dovrebbero essere il fulcro delle attività di protezione civile. Loro sempre accanto a noi, noi un giorno accanto a loro!”, scrivono nel comunicato.
Dopo il sit in davanti a Montecitorio, i manifestanti si sposteranno presso la facoltà di Scienze politiche dell’università La Sapienza che ospiterà un momento di confronto fra tutta la rete di territori, associazioni, volontari, sindacati su quale protezione civile serva al Paese e ai cittadini: “Una protezione civile che invece di gestire appalti per i grandi eventi o le grandi opere dovrebbe prima di tutto occuparsi di prevenzione e di auto-protezione, in maniera democratica e diffusa”.
Molto duri i toni usati anche dal Coordinamento nazionale delle Rappresentanze sindacali di base Pubblico impiego, che, con le sue strutture dei Vigili del fuoco, della Protezione civile, dell’Ambiente, della Ricerca, della Croce rossa, chiede che tutto il decreto 195 venga rivisto e che Bertolaso dia le dimissioni. “Ammesso che l’articolo sulla protezione civile S.p.A. venga definitivamente espunto dal decreto 195, il 18 febbraio saremo comunque davanti al Parlamento, per riaffermare con forza che, anche così com’è stata fino ad oggi, questa Protezione Civile non ci piace, perché non corrisponde alle esigenze del Paese e rappresenta un sistema opaco di gestione di ingentissime risorse pubbliche al di fuori del controllo democratico. Infatti, mentre l’Italia letteralmente si sbriciola, come purtroppo testimoniano le frane di Vibo Valentia e di Messina, la Protezione civile si occupa dei più disparati grandi eventi che nulla hanno a che vedere con la necessaria prevenzione e le risposte alle calamità naturali e al dissesto idrogeologico del Paese”.
Mentre i manifestanti occuperanno piazza Montecitorio, alla Camera sarà in discussione il testo del Dl 195. “La manifestazione ci sarà comunque – confermano gli organizzatori – anche se il testo dovesse essere approvato con l’ennesimo voto di fiducia. Il 195 è, anche senza l’articolo 16, è pieno di criticità e questioni dubbie”. (Elisa Cerasoli). Per noi una cronaca audio della giornata di Alessandro Tettamanti, giornalista, mediattivista, collaboratore del presidio stampa 3:32 dell'Aquila
Molto duri i toni usati anche dal Coordinamento nazionale delle Rappresentanze sindacali di base Pubblico impiego, che, con le sue strutture dei Vigili del fuoco, della Protezione civile, dell’Ambiente, della Ricerca, della Croce rossa, chiede che tutto il decreto 195 venga rivisto e che Bertolaso dia le dimissioni. “Ammesso che l’articolo sulla protezione civile S.p.A. venga definitivamente espunto dal decreto 195, il 18 febbraio saremo comunque davanti al Parlamento, per riaffermare con forza che, anche così com’è stata fino ad oggi, questa Protezione Civile non ci piace, perché non corrisponde alle esigenze del Paese e rappresenta un sistema opaco di gestione di ingentissime risorse pubbliche al di fuori del controllo democratico. Infatti, mentre l’Italia letteralmente si sbriciola, come purtroppo testimoniano le frane di Vibo Valentia e di Messina, la Protezione civile si occupa dei più disparati grandi eventi che nulla hanno a che vedere con la necessaria prevenzione e le risposte alle calamità naturali e al dissesto idrogeologico del Paese”.
Mentre i manifestanti occuperanno piazza Montecitorio, alla Camera sarà in discussione il testo del Dl 195. “La manifestazione ci sarà comunque – confermano gli organizzatori – anche se il testo dovesse essere approvato con l’ennesimo voto di fiducia. Il 195 è, anche senza l’articolo 16, è pieno di criticità e questioni dubbie”. (Elisa Cerasoli). Per noi una cronaca audio della giornata di Alessandro Tettamanti, giornalista, mediattivista, collaboratore del presidio stampa 3:32 dell'Aquila
da Liberazione.it
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