mercoledì 24 febbraio 2010

Novantamila euro di bollette porno. Chiesto il giudizio per candidato Pdl


Parma, 90mila euro di telefonate porno, chiesto rinvio a giudizio per candidato Pdl

Gerardo Lavagetto, ex assessore alla scuola e alle politiche dell'infanzia utilizzava il cellulare in dotazione dal comune per collegarsi a siti osé. Ora corre per la Regione

La richiesta è stata depositata dal Procuratore capo del tribunale di Parma Gerardo Laguardia. L'accusa è di peculato: si sarebbe collegato tramite il cellulare del Comune, che aveva in servizio quando era assessore alla Scuola e alle Politiche per l'infanzia a Parma, a numerosi siti pornografici, tutti per adulti. Il procuratore, analizzando i tabulati, ha infatti esplicitamente dichiarato che si escludono collegamenti a siti pedopornografici. Stando all'accertamento campione sarebbero centinaia di migliaia gli accessi alla rete eseguiti dall'ex assessore non tutti indirizzati a siti pornografici.

Lavagetto era stato indagato nel settembre del 2008 in relazione all'utilizzo improprio del suo cellulare di servizio avendo totalizzato nell'arco di pochi mesi (da novembre a febbraio del 2009) importi per circa 90 mila euro in telefonate e connessioni a internet. Per quanto riguarda la fattura da 90mila euro, il Comune di Parma ha ottenuto da Telecom la cancellazione dell'importo a seguito di una transazione. La società che gestisce i contratti di telefonia mobile del Comune di Parma ha accettato di convertire la tipologia contrattuale originaria con una più vantaggiosa riducendo enormemente le proprie pretese economiche che a tutt'oggi sono quantificabili in 408 euro. L'ipotesi di reato nei confronti dell'ex assessore comunque resta in piedi.
Lavagetto è attualmente consigliere provinciale del Pdl ed è candidato al consiglio regionale. La vicenda era esplosa quando l'ex assessore si era candidato alla presidenza della Provincia un anno fa.

Chiesto il rinvio a giudizio anche per il sindaco di Salso Massimo Tedeschi (già deputato Ds) e per il capo della Pm Terre Verdiane Malavasi: i vigili avrebbero accompagnato il primo cittadino in un'officina di Modena scortando la sua auto di proprietà. Un viaggio, quindi, non di servizio. E anche in questo caso l'accusa è di peculato.
(24 febbraio 2010)

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