Invece di sottolineare la situazione di svantaggio dell’ASL1 imperiese nei confronti delle altre asl liguri in termini di offerta sanitaria, l’unica ad avere un semplice DEA di 1° livello ed un numero di posti letto per acuti e per riabilitazione al di sotto dei già ristretti standard regionali; invece di rilanciare la sanità provinciale con reali nuovi servizi e reparti in modo da ridurre il considerevole numero di “fughe “ di pazienti in altre ASL o addirittura fuori regione e abbattere le lunghe liste di attesa per visite specialistiche ed esami di radiodiagnostica, l’assessore Montaldo e l’amministrazione ASL continuano a sostenere la chiusura dei tre Ospedali di Bordighera, Sanremo e Imperia con i relativi Pronto Soccorso in cambio di un Unico Ospedale centrale con i medesimi reparti e lo stesso numero di posti letto e tre Case della Salute, che altro non sono che semplici Poliambulatori solo diurni, tipo quello recentemente inaugurato a Sanremo in v. Carli.
E dietro tutto ciò traspare la volontà di “svendere” gli edifici sanitari di Imperia, Villa Spinola a Bussana e il Borea a Sanremo per l’immancabile speculazione edilizia, vista la invidiabile esposizione di tali aree. C’ è poco da andare fieri di questo progetto tragicamente volto al peggioramento dell’offerta sanitaria!!! Tant’è che l’ennesimo convegno-passerella, tenutosi al Palazzo del Parco di Bordighera lunedì 8 febbraio, è stato del tutto autoreferenziale, vista l’esiguità del numero di partecipanti ben inferiore alle cento unità e la quasi assenza dei cittadini comuni, i veri fruitori della sanità.
Sono ormai tre anni che va crescendo la protesta contro tale progetto, non solo da parte del PRC e dell’intera Federazione della Sinistra , ma anche da parte di altre formazioni politiche, associazioni, comitati di cittadini come quello in difesa dell’Ospedale S. Charles di Bordighera e quello contro la chiusura dell’ Osp. di Imperia. Ricordiamo che il Consiglio provinciale circa 2 anni fa si era già espresso all’unanimità contro il progetto Osp. Unico e poche settimane fa la stessa conferenza dei sindaci ha bocciato tale progetto all’unanimità. Va da sé che in questo ampio intervallo di tempo fatto di iniziative pro e contro e di numerosi articoli sulla stampa locale, alcuni cittadini, appartenenti ad un gruppo di animazione teatrale imperiese che ha realizzato un interessante spettacolo sui problemi della sanità nella nostra provincia, abbiano inteso inscenare uno sketch sui serissimi problemi di emergenza sanitaria che deriverebbero dall’Ospedale Unico a fronte di una scadente viabilità e di lunghi tempi di percorrenza.
Pensiamo che ogni consesso di persone, per ritenersi democratico, debba consentire forme di critica e dissenso pacifiche, anche fatte di improvvisazioni teatrali. Esprimiamo quindi la nostra solidarietà a coloro che hanno cercato di esprimer in modo originale un messaggio importante, nell’interesse della collettività, subendo una reazione ingiustificata e intollerante.
Nell’occasione, non c’era gratuita provocazione o volontà di offendere, ma solo l’intento di dare più forza, creativamente, ad argomentazioni che da sole non sempre bastano per sensibilizzare e scuotere l’opinione pubblica – quotidianamente raggiunta da chi dispone di ben altra potenza mediatica per far passare i propri messaggi, innescando un più sano dibattito su questioni, come la salute pubblica, di immane importanza.
La risposta “muscolare” da parte degli organizzatori, che hanno addirittura chiamato d’urgenza la forza pubblica, non ha fatto altro che esasperare i toni e alimentare contrapposizioni.
Anche noi conveniamo sia necessaria una riorganizzazione della rete ospedaliera in provincia ma questa dovrebbe passare attraverso la costruzione di un Ospedale centrale , NUOVO ma NON UNICO , capace di ospitare tutte le specialità attualmente distribuite nei tre presidi , purchè vincolato al mantenimento degli ospedali di Bordighera e Imperia che , posti agli estremi della provincia, devono conservare i reparti di base ( Medicina, Chirurgia, Traumatologia e Ostetricia ) , i Pronto Soccorso dotati di letti di osservazione , i letti di riabilitazione (RSA), il Day Hospital e la Day Surgery, l’emodialisi, gli ambulatori polispecialistici.
Non ci sembra di chiedere “la luna” ma solo di non peggiorare la rete sanitaria e di fare qualche passo in avanti, anche se le risorse finanziare del fondo sanitario nazionale destinate alle Regioni diminuiscono grazie al governo Berlusconi.
Partito della Rifondazione Comunista
Federazione provinciale di Imperia
Dipartimento Sanità
9 Febbraio 2010
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