martedì 23 febbraio 2010

Il garagista e la sua comunità

Di silvano fantilli

Il perseguimento di interessi privati fino all'inverosimile senza mai alzare la testa e scrollarsi di dosso l'avidità dell'arricchimento personale, di un perenne secolare codice genetico di una classe dirigente trasmissibile da una persona all'altra, portano alla cancellazione dell'identità di un intero paese e del suo territorio, costringendo un intera comunità alla costruzione di un paese parallelo per la propria esistenza.
Stiamo parlando di schiavi d'Abruzzo (ch), questo paese già martoriato dalla sua stessa esistenza geografica e la sua collocazione montana e appenninica, gli uomini o meglio le varie classi dirigenti che si susseguono nei secoli lo rendono sempre più inesistente. La comunità schiavese dalle precarie condizioni sociali e secolari iniziano d' anni non sospetti il proprio esodo verso la capitale (ROMA) infatti nessuno con esattezza può affermare chi sia stato il primo schiavese a Roma, inventandosi un mestiere che mai nessuno prima aveva assunto un così alto compito, il sistema parcheggi nella capitale sino arrivare negli anni 70 in cui ricopre l'asse portante come garagista e come comunità, silenziosa, sotterranea economicamente attiva con il suo modo di fare impresa. Questa comunità abbandonata e ghettizzata dal proprio paese di origine e mai riconosciuta dalla società, dove fanno impresa, né a livello sociale che imprenditoriale, ma nonostante ciò questo è s tato la chiave di svolta verso un cammino ammirevole e meritevole a schiena dritta senza condizionamento alcuno.
E oggi possiamo sicuramente dire che il cosiddetto garagista schiavese è stato l'anticipatore e l'autore per anni di un compito ingrato e ingiustamente affidatogli per risolvere un problema che spettava al comune, non solo non gratificato per il sacrificio perenne per tenere in piedi strutture che prima di tutto comode per il comune e poi per la società, ma al contrario tartassati di imposte, tasse, e orari rigidi e da barbari. Basta solo pensare che il comune di Roma non ha mai voluto riconoscere l'attività del garage-autorimesse pubbliche in una diversa tabella di N.U. da quella dei negozi commerciali.
Ma certamente ha fatto la fortuna del garagista di ieri e oggi imprenditore e possessore di immobili milionari di tutta la comunità schiavese. Ma nonostante l'affermazione professionale e imprenditoriale i suoi sacrifici per alcuni versi vani per la mancanza di una soddisfazione di godersi l'età della pensione nel suo paese di origine perché nel frattempo le classi politiche del posto l'hanno prosciugato e abbandonato a un crudele destino senza ritorno.

fantilli silvano



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