Comincia la cassa integrazione di due settimane che interessa tutti gli stabilimenti del gruppo in Italia. Airaudo (Fiom): "E' solo l'inizio". Giallo su Termini Imerese. Sacconi: "Fiat più disponibile". Elkann: "Sullo stabilimento abbiamo già detto tutto"
Comincia oggi, 22 febbraio, la cassa integrazione di due settimane che interessa tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat in Italia. Il provvedimento, annunciato lo scorso 26 gennaio dall'azienda, interesserà circa 30 mila addetti degli stabilimenti di Mirafiori, Termini, Sevel, Melfi, Cassino e Pomigliano.
Il Lingotto aveva spiegato, allora, che la decisione era stata assunta per adeguare i livelli produttivi alla domanda. Secondo i dati dell'Unrae, l’associazione nazionale dei costruttori esteri, la raccolta degli ordini nel mercato italiano ha subito, a gennaio e nella prima decade di febbraio, un calo di oltre il 50% rispetto al quarto trimestre del 2009, ultimo periodo nel quale erano in vigore gli incentivi all'auto.
Fino al 7 marzo, dunque, si bloccherà anche l'indotto. Le tute blu riavvieranno la catena di montaggio solamente l'8 marzo. Mentre il 5 marzo è invece in programma il nuovo round al ministero dello Sviluppo economico sul futuro dell'impianto di Termini Imerese, che secondo il piano industriale del Lingotto dismetterà la produzione di vetture dalla fine del 2011. Questa mattina, a Termini, è stata organizzata un'iniziativa dei sindaci del comprensorio mentre per sabato 27 febbraio è previsto un presidio davanti ai cancelli della fabbrica palermitana.
E proprio sul futuro dello stabilimento di Termini Imerese, oggi, si è consumato un piccolo giallo. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi in un'intervista a 'La Repubblica', ha dichiarato che la Fiat “ha già cambiato atteggiamento, ora e' più disponibile al dialogo". Sacconi, dalle colonne del quotidiano romano ha inoltre sottolineato che il governo è “determinato a salvare i posti di lavoro e la ricchezza produttiva del Paese". In ogni caso, Sacconi ritiene che non ci sarà bisogno di prepensionamenti, dato che “la cassa integrazione può giù durare a lungo”. In ogni caso, per il ministro, “va evitata una situazione che potrebbe infilare i lavoratori nella trappola dell'esclusione precoce dal mercato del lavoro". Il commento dell’azienda alle parole del capo del dicastero del alvoro, però, è stato piuttosto laconico. Su Termini Imerese – ha detto il vicepresidente Fiat, John Elkann - 'abbiamo già detto tutto”.
In ogni caso, quest’anno la cassa integrazione alla Fiat potrebbe registrare un vera e propria impennata, secondo il leader della Fiom di Torino, Giorgio Airaudo. "La cig partita oggi per due settimane - afferma Airaudo - credo sia solo l'inizio di altre cig che si susseguiranno. In assenza d'incentivi in tutt'Europa il mercato si contrae e la Fiat ha già detto che adeguer i volumi al mercato". Ecco perché Airaudo avverte: "temo che faremo più cassa integrazione quest'anno rispetto all'anno scorso". E questo avrà un impatto forte sui redditi gi bassi degli operai italiani visto che "per ogni settimana di cig si calcolano 100 euro in meno di salario".
Tra l'altro, la Fiat è al centro dell’ennesima polemica. L’avvio della cassa integrazione per 30mila lavoratori ha determinato la violenta invettiva di Orazio Licandro, della segreteria nazionale del Pdci-Federazione della sinistra. Secondo Licandro, mentre i lavoratori vanno in cassa integrazione, 'per Marchionne, Montezemolo e i top manager Fiat c’è un bonus da 10 milioni di euro. Ecco a cosa porta l'odio di classe dei padroni. E questi signori dovrebbero tenere alta la bandiera dell'Italia e farla uscire dalla crisi?”
Anche per Raffaele Bonanni, però, la disparità di atteggiamento messa in campo dal Lingotto nei confronti di alti dirigenti e operai appare piuttosto strana. Il segretario generale della Cisl, ai microfoni di Cnrmedia ha detto: 'Certo l'impianto va riconvertito, ma speriamo vi sia un piano preciso per farlo. Di sicuro la notizia dell'aumento dei compensi ai manager Fiat mal si concilia con le difficoltà di bilancio annunciate dall'azienda'.
Ma non c’è solo Termini Imerese. Proteste operaie, infatti, si registrano in tutti gli stabilimenti e nell’indotto. Stamani c’è stata una nuova assemblea alla Fma di Pratola Serra (Avellino), azienda che produce motori. Presenti circa 300 operai, insieme al segretario Fiom Cgil Giorgio Cremaschi e a quello regionale Uilm Giovanni Sgambati. Dall'assemblea, riferisce l'agenzia di stampa Agi, è arrivata la condanna per l'intervento delle forze dell'ordine sabato notte e domenica mattina contro il presidio dei lavoratori che tentava di impedire l'uscita dei camion con motori per lo stabilimento di Cassino. Questo pomeriggio Rsu e rappresentanze sindacali sono presenti a un consiglio provinciale dedicato calendarizzato nel Centro sociale di Avellino. Confermato dall'assemblea il presidio davanti ai cancelli dello stabilimento almeno fino a venerdì 26, giorno dell'incontro con l'azienda al tavolo del ministero dello Sviluppo economico
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