Lo sdoganamento dei terroristi di destra:
IL CASO Mambro e Fioravanti: Emma, siamo felici di lavorare con te A Bologna polemiche in vista della commemorazione della strage dell' 80: per la prima volta sfilera' anche An Messaggio di Violante a Guazzaloca: nessuna revisione MILANO - Una coincidenza. Ma significativa. I nomi di Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, condannati per la strage di Bologna dell' agosto ' 80, sono risuonati ieri al congresso radicale proprio mentre nel capoluogo emiliano - teatro dell' attentato che costo' la vita a 80 persone e il ferimento di altre duecento - tutto e' pronto (polemiche comprese) per commemorare domani il diciannovesimo anniversario del tragico evento. La Mambro e Fioravanti hanno conquistato uno spazio all' assise radicale con una lettera spedita a Marco Pannella e a Emma Bonino e da quest' ultima pubblicamente letta. Nella missiva i due, che hanno di recente ottenuto la semiliberta' , hanno espresso pieno appoggio alla battaglia referendaria radicale e, dopo avere ricordato di aver firmato nel ' 76 il referendum per l' abolizione dell' ergastolo (venendo per questo espulsi dal Msi), hanno aggiunto: "Non tutto ha funzionato bene nella nostra testa e abbiamo pensato che si potesse far politica con le armi. Oggi pero' stiamo molto meglio". Bologna intanto si prepara a commemorare la strage alla stazione. E sara' una commemorazione diversa dal passato. Per la prima volta infatti a parlare dal palco non sara' un sindaco della sinistra, ma Giorgio Guazzaloca, l' indipendente sostenuto dal Polo. E sempre per la prima volta, alla manifestazione partecipera' una delegazione di An. Nei giorni scorsi le tensioni non sono mancate: il capogruppo in Comune di Alleanza nazionale, Massimiliano Mazzanti, e' stato sfiduciato dal suo stesso partito, dopo avere invitato Guazzaloca a prendere le distanze dalla tesi - accertata per via giudiziaria - della strage di stampo fascista. Al sindaco Guazzaloca e' giunta ieri una lettera del presidente della Camera, Luciano Violante, nella quale viene esclusa "alcuna forma di speculazione e di revisione di quella parte di verita' finora faticosamente raggiunta". E il presidente del Senato, Nicola Mancino, ha sottolineato come la commemorazione di quest' anno "assuma un significato ancora piu' attuale dopo il ritorno del terrorismo".
URNE ON LINE /1 Eletto il coordinamento dei radicali Entrano anche Mambro e Fioravanti Ieri sono stati resi noti i nomi dei 25 componenti del coordinamento radicale, eletti on-line. Dallo spoglio del voto elettronico è risultata vincitrice la lista «Per l' alternativa liberale, federalista e referendaria» (Taradash, Sgarbi, Caccavale, Diaconale e l' ex Nar Fioravanti). Entrano anche la Parenti e l' altra ex Nar Mambro.
Emma Bonino tiene in braccio Arianna, figlia di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti
Marco Pannella, Francesca Mambro, e Arianna, figlia di Francesca.
Fanno appello al presidente Napolitano, al ministro della Giustizia, al Tribunale di Roma. Si rivolgono a loro per sapere il perché di una decisione che sentono come un' altra ingiustizia che si aggiunge a quella subita il 2 agosto 1980. Da 48 ore Francesca Mambro è libera. Per i parenti delle vittime della strage alla stazione le ragioni non sono ancora chiare. Non hanno neppure le motivazioni messe nero su bianco dai giudici per spiegare il loro provvedimento. Non le hanno gli avvocati di parte civile, «gli avvocati di Mambro non ce le vogliono dare», dice Paolo Bolognesi. «Per questo scriveremo direttamente al Tribunale di sorveglianza» Ma i familiari annunciano che andranno a bussare anche più in alto: «Chiederemo al ministro della Giustizia Alfano e al capo dello Stato che si facciano carico di capire per quale ragione è stata concessa questa cosa altamente immotivata: vogliamo che il Tribunale di Roma ci dia le motivazioni di un atto così abnorme, ma soprattutto vogliamo che ci facciano comprendere perchè è successo». La libertà per gli autori della strage (per Valerio Fioravanti scatterà l' anno prossimo) per i parenti è un incubo divenuto realtà. Mambro ha sulle spalle sette ergastoli. Lo ricorda anche il sindaco Sergio Cofferati dando voce allo sconcerto di molti: «In questi anni non ho colto nessun segno di pentimento nè di ravvedimento. Per cui mi appare ancora più grande la distanza e la differenza tra lo stato delle cose e la decisione presa a vantaggio di una persona condannata a più ergastoli e non solo per la strage di Bologna. Ho il massimo rispetto per il lavoro dei giudici, ma confesso di non aver capito le ragioni del provvedimento». Dello stesso tenore l' interrogazione targata Pd presentata ad Alfano dal capogruppo in commissione Giustizia Donatella Ferranti e dal ministro del governo ombra, Lanfranco Tenaglia che chiedono «quali siano le motivazioni che giustificano la decisione~.Mambro, giudicata responsabile di numerosi reati di terrorismo è stata condannata a più ergastoli. E una condanna all' ergastolo le è stata comminata per la strage di Bologna».
Di «agevolazioni incomprensibili» parla anche Carlo Monaco, coordinatore di Ltb: «Non è previsto che un pluricriminale condannato a più ergastoli, dopo un certo numero di anni, a occhio e croce non tantissimi, possa essere messo in libertà provvisoria e poi in libertà definitiva. Chi ha sbagliato deve pagare. Non è vendetta, si chiama espiazione».
Di opinione opposta la vicepresidente del Senato Emma Bonino: la «vera vergogna» non è la concessione della libertà condizionata a Francesca Mambro, ma «la sentenza di condanna che mise una pietra tombale sulla verità~La Costituzione finalizza la pena al reinserimento nella società del condannato»
Che altro dire? C'è altro, c'è altro...
da ladytux



ci si deve "pensà" sulla bonino???
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