giovedì 10 dicembre 2009

Regionali - Lazio. I comunisti: Udc? No Grazie. (con sondaggio)


tratto da Il Tempo.it Prosegue a pieno ritmo, nonostante il clima prefestivo, la campagna per il rinnovo del Consiglio regionale. Se è vero che la partita tra i «grandi» si giocherà nella capitale, è altrettanto evidente che le realtà locali faranno la loro parte. Ancora nulla di certo sui candidati presidenti: solo nel centrodestra, il segretario nazionale dell'Ugl, Renata Polverini, sembra avviata all'investitura ufficiale, soprattutto dopo che Antonio Tajani (che aveva manifestato la disponibilità a essere della partita) è stato confermato vice presidente della Commissione Europea. Nel Pd, alla ricerca di una candidatura forte dopo il caso Marrazzo, era circolato il nome del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ma si è affacciata anche l'ipotesi dell'eurodeputata Silvia Costa. Da definire il ruolo, decisivo nel gioco delle alleanze, dell'Udc, che vede il leader Casini sempre più vicino a Rutelli e alla sua Alleanza per l'Italia. A Frosinone, dopo la «storica» conquista della Provincia, la sfida per il centrodestra per la «riconquista» della Regione Lazio appare decisiva. «L'organizzazione del Pdl sta andando alla grande» ha commentato il coordinatore provinciale del Pdl, Franco Fiorito, consigliere regionale uscente, di nuovo in campo, papabile a un assessorato di spessore in una eventuale giunta di centrodestra alla Pisana. «C'è entusiasmo tra la gente, una rispondenza importante a livello locale e grande attività nei circoli – ha proseguito Fiorito – si sono offerte molte candidature, le migliori saranno selezionate per realizzare un vero progetto sul territorio, per renderci protagonisti all'interno dell'amministrazione regionale. Obiettivo che potremo raggiungere con una classe dirigente coesa e matura». In campo per il Pdl c'è anche il consigliere regionale uscente Angelo D'Ovidio, il vice coordinatore vicario del Pdl, Adriano Roma e il capogruppo del Pdl alla Provincia, Mario Abbruzzese. Nel Pd sono confermati l'assessore regionale uscente, Francesco Scalia, il consigliere regionale uscente Ettore Urbano (nei giorni scorsi dimessosi dalla presidenza Ater) e il consigliere regionale uscente Wanda Ciaraldi, mentre un posto è per il segretario provinciale del Pd, Mauro Buschini, «pupillo» del già assessore regionale, ora eurodeputato, Francesco De Angelis. Da valutare anche la posizione dei partiti minori del centrosinistra: la Federazione della Sinistra del Lazio (Prc, Pdci, Socialismo 2000, Lavoro e Solidarietà) e l'Idv, si sono detti contrari alle primarie per la scelta del candidato e all'ipotesi di un'apertura all'Udc. Da scoprire anche le carte del Partito Socialista, che ha annunciato di voler correre con il proprio simbolo e con proprie liste e intanto si è «smarcato» da Sinistra e Libertà. In «pole» ci sono il consigliere regionale uscente Fabio Schietroma e il sindaco di Ceccano, Antonio Ciotoli. Per quanto riguarda l'Udc, le candidature saranno definite dopo l'assemblea nazionale in programma il 18 dicembre. «Ognuno sta lavorando nel proprio ambito – ha spiegato Gianfranco De Santis, che ha già dato la disponibilità a scendere in campo – l'Udc va da sola salvo eccezioni, in considerazione dei candidati alla presidenza e delle convergenze programmatiche. Al momento, comunque, si sta lavorando a una candidatura dell'Udc nuova». A livello locale, oltre a De Santis, si parla della candidatura di Domenico Marzi, una candidatura pesante su Cassino e poi Fabio Forte e Alessandro Foglietta. Intanto, nei giorni scorsi è stato ufficializzato il rientro nel partito dell'ex segretario provinciale, Michele Mele (dopo la parentesi nell'Idv), Inoltre c'è stato anche l'ingresso del consigliere comunale del capoluogo, Giuseppe Langella (ex Pd, poi Ivd), e non si escludono altre novità.







Infine, le intenzioni di voto: il Pd è al 31,9 (addirittura due punti più rispetto a ottobre, prima del caso Marrazzo), il Pdl al 39,1 (a ottobre 41,4), Idv al 7,3 (9,9), stabili Sinistra e Libertà (2,4) e Rifondazione (3,5). Cresce l’Udc, dal 6,2 di ottobre, al 7,9 di novembre. Coalizioni: Pd/Idv/Radicali sono al 40,8, Pdl/Lega al 41, tutto il centro sinistra 46,7, un’ipotesi che metta insieme Pdl/Lega/Udc al 48,9.

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