giovedì 19 novembre 2009

Regionali - Liguria: "Nuove scissioni a sinistra?"


Anche le anime di Rifondazione si stanno divaricando di fronte al possibile appoggio a un Burlando bis
I Verdi pronti a correre da soli, ma, alla fine, potrebbero convergere in un'unica lista con il partito radicale
Sinistra e Libertà prende le distanze dall'invito all'unità: servono programmi, non si sta insieme a prescindere
In uno stato in cui il governo aiuta solo banche, grandi imprese ed evasori, c'è tanto bisogno di noi comunisti
 
Sintetizzando molto, il programma del neocavaliere - e neo segretario dei comunisti - sta in quattro parole: "C´è bisogno di sinistra". Tirreno Bianchi, consigliere regionale e console della Pietro Chiesa (nonché Cavaliere Ufficiale, come da recentissima nomina prefettizia) è stato appena eletto segretario del Pdci (con lui, in segreteria, Carlo Senesi, Carlo Farina, Lino Lameroli, Cristina Aste, Marco Roticiani e Giorgio Devoto) e prova, come primo atto, a mettere insieme i pezzi ("un patto fattivo con Rifondazione Comunista, a Genova, stenta a prendere forma" ammette, senza reticenze il comunicato del Pdci che annuncia la nomina). «In uno stato - spiega lui - in cui il governo aiuta soltanto banche, grandi imprese ed evasori fiscali, c´è tanto bisogno di noi comunisti. I grandi progetti sono sempre lunghi viaggi, ma da qualche parte bisogna pur cominciare».
Allo stato delle cose, con Burlando che dialoga con ogni partito separatamente, la sinistra - dove per sinistra si intende tutto ciò che si muove alla sinistra del Pd - ricomincia da quattro, ad essere ottimisti. Ancora prima della sua nomina a segretario Pdci, Bianchi ha lanciato un appello "alla sinistra genovese e ligure: è possibile trovare un punto d´incontro che non significa un partito nuovo, quanto meno per fare una proposta di sinistra alla gente". Ma Simone Leoncini e Stefano Quaranta di "Sinistra e Libertà" gli hanno risposto "grazie, buona idea, però non ci si può mettere insieme "a prescindere" ma su progetti e programmi condivisi". Se non è un "no", ci siamo molto vicini. E anche dalle parti di Rifondazione le anime - nei confronti di un Burlando bis - si vanno divaricando. Così appare probabile una lista più grossa con la maggioranza di Rifondazione e il Pdci (da cui è però uscita una pattuglia, quest´estate, capitanata dal segretario Delogu) più "Socialismo 2000" di Salvi in appoggio a Burlando e una - di "testimonianza" - contro, che potrebbe tenere insieme i rifondaroli dissidenti (Verruggio e i suoi), Sinistra Critica di Turigliatto e la lista comunista di Ferrando. Poi c´è "Sinistra e Libertà" dove, a livello nazionale, c´è l´ala ex comunista (Vendola, Mussi, Fava) che litiga con l´ala socialista: in Liguria stanno ancora insieme (al gruppo regionale hanno aderito sia il consigliere regionale Castè che l´assessore regionale Fabio Morchio). Infine i Verdi, che stanno per conto loro (e alla fine potrebbero convergere in una stessa lista coi radicali). E fanno quattro liste, sempre ammesso - e non concesso - che Pdci e Rifondazione trovino un accordo su programmi e (soprattutto) poltrone: gli uscenti sono una valanga, evidentemente non c´è posto per tutti



Raffaele Niri da espresso.repubblica.it

1 commento:

  1. Secondo me stiamo affossando la svolta di Chianciano, Ferrero continua a ripetere che il nostro modello è la LInke... ebbene, allora costruiamo un soggetto autonomo di sinistra. Prima di fare ciò non possiamo essere interni ad un centrosinistra inesistente. Dopo tanti anni che mi sono spaccato il culo per salvare il partito dalla deriva bertinottiana non ho più voglia di continuare a fare sempre gli stessi errori.

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