di Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro PdCI
Nonostante i tentativi operati dal governo per nascondere palesemente gli effetti della crisi nella vita delle lavoratrici e dei lavoratori, la drammatica situazione occupazionale nel nostro Paese è sotto gli occhi di tutti. Per poter intervenire con efficacia, noi comunisti riteniamo vadano intrecciate la questione politica e la questione sociale.
Servono, allora, in primo luogo proposte immediate sul terreno istituzionale per difendere il lavoro, tutelando ogni sua sfaccettatura. Ciò investe fino in fondo la legge finanziaria in discussione: è necessario e indifferibile un intervento in grado di affrontare alcune emergenze come il blocco dei licenziamenti, il superamento della precarietà e la revisione degli ammortizzatori sociali, prevedendone un significativo irrobustimento ed estensione, costruendo le condizioni per una nuova politica industriale di qualità con al centro la ricerca, l’innovazione e una rinnovata attenzione ad uno sviluppo compatibile con il rispetto ambientale. Sempre sul terreno politico-economico, va definito un intervento fiscale all’insegna della giustizia sociale utile a determinare un’equa redistribuzione della ricchezza e un aumento del reddito per lavoratori e pensionati.
Riteniamo allo stesso modo fondamentale ricostruire la tela dell’intervento nel sociale, valorizzando luoghi di socializzazione: una tappa indispensabile non soltanto per fornire strumenti di lotta efficace, ma anche per combattere la rassegnazione che è penetrata in vari strati del mondo del lavoro. Vogliamo rimettere al centro il tema della democrazia, una parola-chiave sia se pensiamo al vulnus accertato nel nostro Paese, sia se volgiamo lo sguardo alle vertenze sindacali, all’impossibilità per i lavoratori di esprimersi sulle scelte che li riguardano e agli inaccettabili accordi separati firmati nell’ultimo anno.
Forti di questi principi, i comunisti vogliono “entrare” nel conflitto e nei problemi concreti delle persone. Lo abbiamo fatto sostenendo le lotte nei luoghi di lavoro e lo faremo con grande convinzione il 14 a Roma, scendendo in piazza a fianco della Cgil.
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