venerdì 20 novembre 2009

Claudio Grassi sulla Federazione della Sinistra


Poichè sono arrivate molte domande riguardanti la Federazione, ho pensato di scrivere questo post, a maggior ragione dopo i lavori della Direzione di ieri, che ha fornito degli elementi di chiarezza e fissato delle regole che rendono questo percorso sempre più concreto.

La Direzione nazionale di Rifondazione Comunista si è riunita giovedì 19 novembre, in discussione la Federazione della Sinistra, in particolare il manifesto politico e lo statuto provvisorio.
Valuto molto positivamente le decisioni che sono state assunte e l’ampia maggioranza che le ha condivise. Hanno espresso voto contrario soltanto Bellotti e Giardiello e si sono astenuti Acerbo, Forenza e Pegolo. Già questo è un primo fatto di grande rilievo: in continuità con quanto avvenuto nel Comitato politico nazionale di settembre si sta consolidando nel partito una ampia maggioranza politica. Considero questa condizione un “bene primario” da salvaguardare e consolidare.
E’ impensabile, infatti, cercare di rilanciare Rifondazione Comunista dopo i colpi durissimi subiti in questi anni – sia politici che organizzativi – e costruire una Federazione senza una larga unità del partito.
Dunque la Federazione della Sinistra comincia a muovere i primi passi e si cominciano a delineare il suo progetto politico e le sue forme organizzative.
Quali sono le cose più importanti contenute nel manifesto e nello statuto provvisorio?
Cerco di riassumere le principali. La Federazione della Sinistra è promossa da quattro forze organizzate (Prc, Pdci, Socialismo 2000 e Lavoro e Solidarietà), ma è un soggetto aperto a tutte le associazioni, soggetti politici, comitati, movimenti – locali o nazionali – che vogliono impegnarsi per il superamento del capitalismo e del patriarcato.
Questo è un primo punto fondamentale: il processo è aperto, ma non è indistinto. Nessun nuovo Arcobaleno all’orizzonte o cartelli elettorali come Sinistra e Libertà (che di fronte alle difficoltà politiche si sciolgono come neve al sole), ma una aggregazione con un programma politico comune.
L’obiettivo del superamento del capitalismo del patriarcato collocano la Federazione non su una posizione genericamente di sinistra e di alternanza, ma su quella della trasformazione, del conflitto e della alternativa di società. Infatti nel manifesto si legge che la Federazione opera nella “piena indipendenza politica e culturale dal centro sinistra”. Sono parole molto chiare. Questo significa che con il centro sinistra si possono fare degli accordi su base programmatica, ma senza nessuna subalternità e senza nessun automatismo.
Un altro punto politico importante riguarda la guerra. Essa viene giustamente collocata nel “nuovo ordine mondiale fondato sul dominio neocolonialista e neoimperialista dei paesi ricchi” ed è determinata principalmente da “l’accaparramento delle materie prime e dal controllo delle aree strategiche”. Fa piacere leggere queste parole chiare dopo che, per parecchi anni, siamo stati sommersi da teorie confuse e sbagliate quali quella della “spirale guerra terrorismo” o del superamento di concetto di imperialismo.
Per quanto riguarda poi le proposte organizzative siamo di fronte a passaggi altrettanto importanti e impegnativi.
Cerchiamo di vedere come si svilupperà la costruzione della Federazione.
Il primo appuntamento è il 5 dicembre al teatro Brancaccio alle 9.30. Dobbiamo essere tantissimi, approfittando anche del fatto che nel pomeriggio saremo tutti a Roma a manifestare contro Berlusconi. In quella assemble si avvierà la “fase costituente della Federazione della Sinistra”. Verrà costituito un consiglio politico nazionale (ampio), un coordinamento politico nazionale (ristretto) e verrà nominato un o una portavoce nazionale. Per il primo anno il portavoce sarà a rotazione tra le quattro forze politiche promotrici. Subito dopo questa assemblea partirà anche il tesseramento alla Federazione della Sinistra. Come funzionerà? Per quanto riguarda i soggetti organizzati, i loro iscritti saranno automaticamente iscritti alla Federazione, per chi invece non è iscritto a nessun partito potrà iscriversi direttamente alla Federazione. Il congresso costitutivo si terrà dopo un anno dall’avvio del tesseramento, quindi alla fine del 2010. La Federazione si organizzera in circoli territoriali o di luoghi di lavoro, in federazioni provinciali e regionali. La scelta dei circoli territoriali è stata una molto discussa, ma, io credo, giusta. Infatti se non vogliamo costruire un Federazione che sia solo cartello elettotale e un accordo statico tra quattro soggetti politici organizzati è necessario attivare la più ampia partecipazione. Questa non può che partire dal coinvolgimento di tutti gli iscritti in un processo democratico che parta dal basso a partire dal concetto una testa un voto.
Io penso che la costruzione della Federazione colga bene due necessità che oggi abbiamo.
La prima è quella di dare un segnale di unità alla nostra gente, di marcare una inversione di tendenza rispetto le continue scissioni e divisioni che si sono manifestate in questi anni. La seconda è quella di non fare pasticci, né nella direzione di un nuovo Arcobaleno, né nella forzatura di un partito unico rispetto il quale le condizioni non sono ancora mature.
Rifondazione quindi resta con la sua piena autonomia, ma dal 5 dicembre sarà impegnata in un importante progetto di unità e di rilancio della sinistra comunista di alternativa del nostro paese!
Le iniziative che sono state fatte in queste settimane sui territori ( da Milano a Bologna, da Roma al Veneto e tante altre) ci fanno ben sperare perché la partecipazione è buona e va al di là dei soggetti promotori: promuoviamo ovunque assemblee aperte della Federazione della Sinistra!

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