giovedì 15 aprile 2010

Ungheria, i neonazisti entrano in parlamento

Dimezzati i socialisti al governo da otto anni. Gli estremisti del partito Jobbik raggiungono il 16 per cento

Abbassare le tasse per stimolare l’economia, ridurre la burocrazia statale, lotta alla corruzione, riforma della struttura dello Stato. Sono queste le prime misure del governo di Viktor Orban: lo ha annunciato ieri lo stesso leader del partito conservatore Fidesz, vincitore delle elezioni politiche di domenica.
Successo anche per il partito di estrema destra Jobbik che potrà per la prima volta fare il suo ingresso in Parlamento. Sulla base del 99 per cento di schede contate, il Fidesz è in testa con il 52,77 per cento dei voti. Per capire se il partito riuscirà ad ottenere due terzi della maggioranza in Parlamento, fatto che gli consentirebbe di realizzare delle modifiche alla Costituzione, dipende da come andranno le votazioni al secondo turno, previste per il 25 aprile.
Secondo l’esito del primo turno, comunque, Fidesz potrà far affidamento su 206 dei 386 seggi in parlamento. Per il carismatico Orban, ex premier dal 1998 al 2002, significa il ritorno al potere dopo 8 anni trascorsi all’opposizione. «Questa vittoria è una vittoria dell’Ungheria», ha spiegato Orban commentando i risultati delle consultazioni. «Gli elettori hanno schelto l’unione e la sicurezza dell’Ungheria. Hanno votato per il Paese e per il suo futuro», ha spiegato. Il partito di estrema destra Jobbik ha ottenuto il 16,71 per cento dei voti, un risultato anche migliore del 15 per cento conquistato alle elezioni europee lo scorso anno, e la possibilità di entrare in parlamento. «Jobbik ha avuto un buon risultato. Rappresenteremo l’interesse della nazione in Parlamento», ha spiegato Zoltan Balczo, eurodeputato di Jobbik. Jobbik, fondato nel 2003, è noto per la propria retorica anti-semitica e anti-rom.
Il Partito socialista Mszp è il grande perdente delle elezioni: ha subito una perdita di popolarità enorme dalle ultime elezioni del 2006.
All’indomani della vittoria schiacciante del Fidesz al primo turno, gli esperti ipotizzano dunque i possibili scenari, e si dicono certi che il partito di Viktor Orban conquisterà al secondo turno, in programma il 25 aprile, la maggioranza dei due terzi nel futuro Parlamento, ovvero 258 seggi su 386. In 55 collegi elettorali maggioritari su 57 (altri 64 sono con il proporzionale), il candidato di Fidesz è al primo posto. Il partito di Orban dovrebbe conquistare almeno 52 di queste circoscrizioni per avere la maggioranza desiderata.
Un governo monocolore Fidesz è infatti scontato, ma con almeno 258 deputati, il futuro partito di governo avrebbe un potere molto ampio, che consentirebbe anche di cambiare la Costituzione, la legge elettorale, o riformare il sistema amministrativo del Paese (Parlamento, regioni, province), un passaggio necessario per aumentarne l’efficienza e tagliare le spese. Anche senza una maggioranza dei due terzi, Fidesz, con l’aiuto del nuovo partito Lmp (Politica diversa) - entrato in Parlamento col 7,5% e pronto, stando ai suoi leader, a dare una mano - può comunque avviare profonde riforme strutturali nei settori sanità, istruzione e fisco. Secondo gli analisti, la principale posta in gioco dopo il voto sarà proprio la politica economica e sociale che vorrà portare avanti Orban, passando dalla fase delle promesse elettorali alla realtà del governo.
Gli esperti sono divisi sulla previsione se il Jobbik seguirà in Parlamento una politica dura, spingendo Fidesz verso il radicalismo, oppure se sceglierà una linea piu morbida di compromesso.
Da Liberazione

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