venerdì 30 aprile 2010

Lettera aperta di un iscritto ANPI "contro le false celebrazioni istituzionali"

Pubblico una lettera tratta dal sito livornese di "Senza Soste" in cui si fotografa molto bene la situazione dell'ANPI, che ormai devia apertamente non tanto dalla retorica della difesa della Resistenza e della Costituzione, quanto dall'offensiva antifascista contro chi della Costituzione e dei diritti sociali (senza i quali quelli politici non valgono nulla, se non a tenere buoni milioni di sprovveduti) ha fato carta straccia.
Diceva Mao che l' "Imperialismo è una tigre carta": anche il neofascismo italiano, che sta assumendo il carattere di un regime bipolare con monopolio esclusivo dell'informazione da parte dei due grandi partiti della borghesia nostrana, è una tigre di carta, forte solamente perché le forze veramente antifasciste sono messe alla berlina da coloro che, a parola, si fanno belli con le parole "resistenza", "costituzione", "democrazia".
Ecco allora che anche a Fermo l'Anpi provinciale ha preso la decisione di espellere dalla sua sede il Collettivo Antifascista di Fermo solamente perché questo dichiarava, giustamente a mio avviso, che l''ANPI stava tradendo i valori della Resistenza con la liturgia delle messi solenni, delle celebrazioni con le associazioni di reduci e combattenti, facendo parlare un rappresentante del neofascismo italiano al potere e spalleggiatore dei gruppi esplicitamente fascisti che infestano il territorio fermano.

Trovo inoltre disagio nei confronti di forze che, in maniera assolutamente antistorica, ci rappresentano la Resistenza come un momento di compattezza della nazione italiana: a parte che la guerra di resistenza fu sia guerra di liberazione, che guerra civile e di classe, una simile lettura patriottarda isola la Resistenza dal continuum storico: cosa fecero cioè molti di coloro che vi parteciparono fino all'8settembre 1943? Erano tutti antifascisti? O non lo furono solo dopo perché si apprestavano, vigliaccamente, ad abbandanare il carro perdente per il grande capitale? E dopo la liberazione, che fecero? Le condanne contro i partigiani e le amnistie scandalose chi le perpetrò nella seconda parte degli anni '40? E le stragi che hanno insanguinato l'Italia, chi ne fu orditore occulto?
Tutte domande che mi spingono a festeggiare la Resistenza da marxista e non in chiave patriottica.

Non mi dilungo oltre.
Vi lascio con una domanda: non ha tradito i valori della Resistenza chi sostiene che un negazionista come Faurisson e un neofascista come il sindaco PDL di Fermo debbano parlare, mentre a persone solidamente antifasciste viene impedito di riunirsi nella sede dell'Anpi?
(Giorgio Raccichini)


da http://www.senzasoste.it/anti-fascismo/lettera-aperta-di-un-iscritto-anpi-contro-le-false-celebrazioni-istituzionali
Pubblichiamo la lettera aperta di un iscritto Anpi livornese che ben fotografa quello che è stato il 25 aprile 2010 in Italia. Un 25 aprile pieno di tensioni e di ipocrisie, pieno di retorica istituzionale ma che non riesce a dare nessuna risposta e nessuna riflessione utile per situazioni presenti, gravi e reali. Ci sono stati momenti di tensione sia a Milano che a Roma (foto e video), raccontati poi dalle televisioni e dai giornali come un intervento dei soliti intolleranti dei centri sociali. Non è stato così, infatti le motivazioni di quelle contestazioni erano ben ancorate a episodi gravi che hanno visto le istituzioni stesse come protagoniste o complici.
A Milano infatti un Consiglio di quartiere aveva dato autorizzazione (anche con i voti del Pd) ad una due giorni di dibattiti e concerti a gruppi neonazisti proprio il 24 e il 25 aprile in un parco milanese. Dopo le proteste e lo scandalo politico sollevato dagli antifascisti, il Consiglio di quartiere ha tolto il patrocinio all'inziativa che tuittavia si svolgerà il 1 e il 2 maggio sempre a Milano nel parco Ramelli. A Roma invece appariva chiara da subito la presenza strumentale di gente come Alemanno o la Polverini ad una simile celebrazione. Entrambi sono legati infatti ad un passato fascista e al legame con gruppi neofascisti che a Roma godono di appoggi e impunità. Basti vedere la presenza della Polverini sulla balaustra della curva laziale in campagna elettorale ed i festeggiementi a braccio teso con i propri camerati del Comitato elettorale . (Vedi foto)
Insomma, in un'Italia sempre più fascista e razzista queste contestazioni hanno portato sulla terra chi, come il Pd e le varie associazioni di combattenti, vive queste celebrazioni come una cerimonia staccata dalla realtà e non come un evento di popolo. A Livorno infatti quando alcuni militanti del  Csa Godzilla e del Collettivo anarchico hanno intonato "Bella Ciao", il sindaco e molti partecipanti se ne sono andati in fretta e furia quasi disturbati da questo fuori programma.
 
red 26 aprile 2010  
 


***

La lettera dell'iscritto all'Anpi

Partendo dall'immensa gratitudine per chi 65 anni fa prese armi e coraggio per combattere il fascismo dobbiamo oggi (2010) rammaricarci per le posizioni che L'Associazione Nazionale Partigiani (alla quale sono iscritto da molti anni) sta portando avanti.
Roma e Milano sono state solo le gocce che hanno fatto traboccare il vaso. Non possiamo vedere commemorare il 25 aprile da chi faceva il saluto romano (Polverini) o da chi concede spazi pubblici ai gruppi fascisti per le loro ridicole parate.

Purtroppo sempre più spesso l'ANPI preferisce accompagnarsi alle istituzioni piuttosto che ai giovani che quotidianamente si impegnano e lottano contro ogni forma di fascismo, razzismo e discriminazione, d'altro canto, sempre più spesso, vediamo l'associazione "tirata per la giacca" dal PD.
Smuraglia (presidente dell'ANPI) crede di non essere più solo nella battaglia antifascista perchè sindaci , presidente di regione e di province di destra salgono sul palco per un vuoto cerimoniale. Se l'ANPI non è più sola lo deve SOPRATTUTTO agli antifascisti di oggi.
No caro Smuraglia, no cara ANPI, il 25 aprile non è SOLO una festa e non lo può essere nel nostro paese.
Non lo può essere perchè l'eredità della resistenza è stata tradita dalle stesse istituzioni politiche che considerano la lotta quotidiana fascisti/antifascisti come una guerra per bande e che sempre più spesso lasciano immensi spazi pubblici all'avanzare dei fascisti del terzo millennio, che poi ci si appelli al voto lo ritengo addirittura ridicolo.
Gruppi di estrema destra continuano a moltiplicarsi nel nostro paese coperti dalla destra "istituzionale" la quale non disdegna (vedi Salerno) di attaccare la Resistenza appena possibile.
Per tornare all'oggi, l'ANPI doveva scandalizzare non per la contestazione ma per le prese di posizione della CGIL che chiedeva "l'intervento delle forze dell'ordine" contro quei ragazzi che contestavano chi concede agibilità politica ai fascisti, doveva scandalizzarsi per la presenza della Polverini che qualche settimana fa era circondata dai fascisti della curva laziale sempre pronti ad esporre croci celtiche e immagini del duce.
Purtroppo l'ANPI deve decidere, in una società come quella Italiana dove tutto può essere messo in discussione, non si può sempre appoggiarsi alle istituzioni per portare avanti la battaglia antifascista, perchè le istituzioni stesse hanno dimostrato, se governate dalla destra, ma sempre troppo spesso anche dalla sinistra, di essere partecipi del rifiorire di gruppi fascisti.
L'antifascismo è un VALORE che non tutti hanno fatto proprio e credo che ormai spetti alle nuove generazioni il compito di portarlo avanti. Quella generazione di antifascisti era in piazza a Milano e Roma ed è sempre mobilitata, senza riguardo per quelle istituzioni che non si siano dimostrate sinceramente antifasciste.

L'ANPI deve prendere atto di questo evitando di ascoltare gli amici PD per cui il 25 aprile non è altro che una cerimonia a cui si partecipa con il doppiopetto.

Alessandro Giusti
Tesserato ANPI n 087005

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