venerdì 9 aprile 2010

La Puglia autorizza la cannabis terapeutica


La Puglia di Nichi Vendola inizia la nuova legislatura all’insegna del coraggio in materia di salute e solidarietà. Oltre alla somministrazione della prima pillola abortiva, Ru486, che ha suscitato l’attenzione mediatica, il servizio sanitario pugliese battezza la nuova legislatura con l’autorizzazione all’uso della Cannabis terapeutica per i malati terminali.
Si tratta, in realtà, della concretizzazione di decisioni adottate nella scorsa legislatura. Da giovedì 8 aprile, dunque, grazie a una delibera della giunta firmata nel febbraio scorso dall’assessore alla salute Tommaso Fiore, la regione Puglia coprirà per intero attraverso il servizio sanitario regionale le spese di quei malati terminali che abbiano deciso di fare uso di cannabinoidi.
La questione dell’uso della Cannabis a uso terapeutico, infatti, negli ultimi anni ha subito una crescente valorizzazione, diventando una consuetudine in molti paesi, compresi alcuni stati americani. In Italia, invece, la Cannabis è oggetto di un costante tira e molla che investe la politica e l’opinione pubblica, e che va dal referendum per la depenalizzazione della detenzione di droghe leggere ad uso personale approvato nel 1993 agli atteggiamenti bigotti e repressivi che invece hanno preso piede nel corso degli ultimi anni. Un clima che investe senza distinguo anche l’importante aspetto dell’uso terapeutico, vittima immotivata delle generalizzazioni e dell’ignoranza, così come tutte quelle persone ammalate gravemente che potrebbero beneficiarne.
In questi anni le conoscenze sul sistema dei cannabinoidi endogeni sono progredite di pari passo all’individuazione di nuovi potenziali campi di utilizzo terapeutico. Su questo terreno, però, l’Italia è ampiamente in retroguardia rispetto agli Stati uniti e alla gran parte dei paesi europei. Per questo dal 2001 è nata l’Associazione per la Cannabis Terapeutica (Act): uno spazio comune a pazienti, medici e a tutti i cittadini che vogliano impegnarsi per colmare il ritardo in quest’ambito (info: http://medicalcannabis.it/mainpage.php).
Con la delibera entrata in vigore, la Puglia è diventata una delle regioni con il testo più avanzato in materia insieme alla Toscana. D’ora in poi nella regione del governo Vendola i malati saranno liberi di decidere sull’uso o meno dei cannabinoidi, senza dover per questo scontrarsi con trafile burocratiche e spese insostenibili: coprire una spesa di 600-700 euro mensili significa infatti permettere anche ai meno abbienti di utilizzare questo strumento terapeutico.


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