domenica 18 aprile 2010

Ebbene sì, sono comunista


L’altro giorno a pranzo con un amico parlavo di politica.
Lui è stato candidato nelle liste del PDL alle recenti regionali emiliane, figlio di un socialista vero che si è fatto la galera, è transitato per il partito socialista per arrivare alla quasi “naturale” casa della libertà.
Ovviamente non eravamo, come sempre, d’accordo su quasi nulla e, mentre discutevamo, mi è uscita una frase che  non pronunciavo più con tanta convinzione da tempo: ma io sono comunista.
Ed è vero, lì mi sono scoperta ancora tanto, soprattutto oggi, comunista.
Oggi che nessuno si vergogna delle passate origini fasciste, perchè dovrei vergognarmi io di essere comunista?
Oggi, che chiamare comunista qualcuno è un insulto, insultatemi pure, sono comunista.
E state tranquilli, essere chiamata così è per me un onore; essere stata rappresentata da un grande uomo, ancora prima che un grande politico, come Enrico Berlinguer è per me motivo di soddisfazione ed orgoglio.
Sono comunista perchè ho dignità, sono comunista perchè ho onestà, sono comunista perchè ho decoro, sono comunista perchè ho stima e considerazione di me stessa.
Sono comunista perchè sogno una libertà diversa da quella americana, sono comunista perchè penso di poter essere viva e felice solo se lo sono anche gli altri, sono comunista perchè sento la necessità di una morale diversa, sono comunista perchè è una forza, un volo, un sogno, uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Sono comunista perchè è un ideale difficile da perseguire, spessissimo utilizzato impropiamente da tanti professatisi tali.
Sono comunista perchè concetti di eguaglianza, solidarietà sociale, partecipazione sviluppo etico ancor prima che idee politiche sono idee di umanità consapevole e vera, appartengono alla società civile e non a quella bestiale.
Sono comunista perchè ci sono stati uomini come Che Guevara che hanno rinunciato al potere, all’ossequio, al denaro e sono andati a farsi ammazzare per portare ovunque un sogno ed un’utopia.
Sono comunista perchè, a me, la pelle d’oca viene ad ascoltare a Santa Clara “Hasta siempre comandante” e non a sentire “Per fortuna che Silvio c’è” a Cologno Monzese.
Sono comunista perchè, quella sera, a Cienfuegos, il vecchio cubano non mi ha parlato di Castro, mi ha parlato solamente di Fulgencio Batista, di Ramon Grau San Martin e tanto, tanto di Josè Martì.
Sono comunista perchè a sinistra ho rappresentanti come D’Alema, Veltroni, Bersani che un discorso del genere non sono mai stati capaci di farlo e non saranno mai più capaci di farlo:
I partiti non fanno più politica, sono soprattutto macchine di potere e di clientela, idee ideali e programmi pochi e vaghi, sentimenti e passione civile zero.
Gestiscono interessi senza alcun rapporto con il bene comune non sono più organizzatori del popolo, sono federazioni di correnti, camarille ognuno con un boss ed un sotto boss.
I partiti hanno occupato lo stato e tutte le sue istituzioni a partire dal governo, hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la rai tv, alcuni grandi giornali.
Il risultato è drammatico, tutte le operazioni che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito della corrente o del clan a cui si deve la carica; un credito bancario viene concesso se utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata solo se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi.
Anche quando si tratta solamente di riconoscimenti dovuti.
Molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni, ma gran parte di loro è sotto ricatto hanno ricevuto vantaggi, magari dovuti, o sperano di ottenerne.
La questione morale non si esaurisce nel fatto che essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori devono essere denunciati e andare in galera, la questione morale nell’Italia di oggi fa tutt’uno con l’occupazione dello stato da parte dei partiti e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro che vanno semplicemente abbandonati e superati.
Quando si chiedono sacrifici al paese e si comincia con il chiederli ai lavoratori mentre si ha alle spalle una questione come la P2 è assai difficile ricevere ascolto, ed essere credibili; quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi ed intollerabili privilegi.
Se questi elementi  non ci sono l’operazione non può riuscire, se si continua in questo modo in Italia la democrazia rischia di restringersi non di allargarsi e svilupparsi.
La nostra democrazia rischia di soffocare in una palude.
Aprendimos a quererte                           Abbiamo imparato ad amarti
desde la historica altura                          sulla storica altura
donde el sol de tu bravura                     dove il sole del tuo coraggio
le puso cerco a la muerte.                       ha posto un confine alla morte.
Aqui se queda la clara,                              Qui rimane la limpida
la entranable trasparencia                       penetrante trasparenza
de tu querida presencia,                           della tua amata presenza,
comandante Che Guevara.                       comandante Che Guevara.
Tu mano gloriosa y fuerte                        La tua mano gloriosa e forte
sobra la historia dispara,                          spara sulla storia
cuando todo Santa Clara                           quando tutta Santa Clara
se despierta para verte.                             si sveglia per vederti
Vienes quemando la brisa                        Vieni bruciando la nebbia
con soles de primavera                             come il sole di primavera
para plantar la bandera                             per piantare la bandiera
con la luz de tu sonrisa.                             con la luce del tuo sorriso.
Tu amor revolucionario                            il tuo amore rivoluzionario
te conduce a nueva empresa,                 ti spinge verso una nuova impresa,
donde esperan la firmeza                         dove aspettano la fermezza
de tu brazo libertario.                               del tuo braccio liberatore.
Seguiremos adelande                                Continueremo ad andare avanti
como junto a ti seguimos                         come fossimo insieme a te
y con Fidel te decimos:                              ed insieme a Fidel ti diciamo:
“Hasta siempre comandante!”                 “Per sempre comandante!”
Perchè come dice Francesco Guccini: da qualche parte un giorno, dove non si saprà, dove non l’aspettate, il “Che” ritornerà.


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