mercoledì 14 aprile 2010

CPN Rifondazione L'intervento di Gualtiero Alunni

Il Segretario dichiara che “non si sono fatti errori, abbiamo subito un indebolimento, andiamo avanti con il progetto politico della FdS”. Con questa analisi si riduce il tutto ad una mera flessione e non ad una crisi ed al fallimento di un progetto nato zoppo, anzi senza gambe. Continuare a parlare di formule e di alleanze, di ritornare, ripartire e radicarsi nei luoghi di lavoro e nei territori, vuol dire ammetterne l’assenza e/o la residuale presenza. Per il Partito e la sinistra d’alternativa è un suicidio politico e un accanimento terapeutico su un corpo martoriato da 3 sconfitte consecutive in due anni! Ferrero inoltre dichiara di “aver portato a casa la pelle”, ma sono stati persi 300 mila voti, l’astensionismo è al massimo storico e di nuovo si è determinata una “rottura” con i movimenti (vedi NoTAV) per fare accordi con PD/UDC. La FdS si è manifestata come un mollusco politico perché al suo interno oltre ad avere spinte contrapposte e contraddittorie come quelle di guardare a SEL, al PD, al sostegno della CGIL concertativa di Epifani, alla contrarietà al referendum sulla legge 30, a contrasti interni al PRC e di questo con il PdCI, mentre si faceva questa “frittata”, non si è lavorato e si lavora per ricostruire in primis un Partito Comunista unito, casa comune di tutti i comunisti. Per questo è necessario fare un salto di qualità nel quale si disegni un percorso di autonomia e rilancio di un Partito di quadri e di massa che abbandoni Vendola, e tutti i soggetti compatibili con il sistema capitalistico, al loro destino moderato; che rompa ogni subalternità con il PD, gamba centrista dei poteri finanziari criminali, che riprenda la strada virtuosa della ricostruzione del Partito Comunista. Dobbiamo essere rigidi con la questione morale, combattere con estrema durezza l’interesse e il calcolo opportunistico, l’autoritarismo e il verticismo burocratico, l’arrivismo, l’ambizione e il carrierismo individuale, questi ed altri atteggiamenti piccolo-borghesi, purtroppo sono assai diffusi e costituiscono un male ben peggiore dell’isolamento personale.
Dobbiamo elaborare un programma minimo di classe, basato su un’indipendenza ideologico-culturale e su una soggettività comunista che riconnetta, anche a livello di sentimento di massa, le idee e le prospettive di una nuova società del XXI Secolo, oppure le nostre idee verranno spazzate via dalla ripetizione autistica degli errori di un passato in cui è stato fin troppo palese il ruolo subalterno delle forze definitesi comuniste (appoggio ai governi e alle amministrazioni filo-padronali e neo-liberiste, liquidazione del patrimonio storico del movimento comunista, creazione della Sinistra Arcobaleno e di progetti subalterni al PD, appoggio alle guerre imperialiste e alle devastazioni ambientali).
Conseguentemente i comunisti e gli anticapitalisti devono lavorare alla costruzione di un blocco sociale alternativo e praticare il conflitto di classe contro i padroni rappresentati da PD/PDL. Dobbiamo lanciare l’unica offensiva utile e popolare: quella per la difesa dei lavoratori, dei beni comuni, della pace e della Costituzione. Per fare questo non bastano i referendum, ma bisogna rafforzare e alzare la conflittualità nei posti di lavoro per lottare contro la precarietà, la disoccupazione, gli omicidi sul lavoro, i licenziamenti alla Telecom e alle Poste. E ancora, di essere parte viva e avanguardia delle comunità resistenti che lottano contro le nocività e le devastazioni, insomma stare dalla parte giusta, essere il cuore e le gambe di un pensiero e di un percorso alternativo anticapitalista e di classe allo stato di cose presenti.
I 700.000 cassaintegrati, i 5 mln di precari, i 2 mln di disoccupati, i 1.300 omicidi sul lavoro, le migliaia di civili uccisi e torturati dagli imperialisti USA, il popolo palestinese martoriato dal sionismo, sono carne della nostra carne, sono sangue del nostro sangue, per questo i comunisti hanno il dovere e l’obbligo di organizzare e opporre una resistenza senza quartiere, di essere i partigiani del terzo millennio.
Alla crisi economica strutturale ci troviamo di fronte anche alla crisi di credibilità e di forza esplicativa ed espressiva dell’opposizione al sistema di relazioni sociali dominanti, questa tenaglia può essere spezzata solo con la ricostruzione di un Partito di tutti i comunisti che a partire da un’analisi marxista all’altezza dei tempi e dello scontro di classe, dovrà produrre solidi presupposti per l’attuazione di una prassi anticapitalista inclusiva e coinvolgente le masse popolari. Concludo con le parole del compagno Gramsci: “Deve essere dispiegata una aggressione molecolare dal basso allo stato borghese”.

 
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