lunedì 19 aprile 2010

Comunisti che fare? - per il comunista quotidiano-

  Mi ero impegnato a scrivere un pezzo lungo e lo ho fatto ....
Nome Pino De Luca


dal blog di Pino De Luca

Per il Comunista Quotidiano
Mi sono impegnato con Laura Jurevic a dire qualcosa e provo a farlo, nel mio piccolo anch'io sono un po' inkazzato.

Le riflessioni di Oliviero sullo stato del paese, della politica, della sinistra e dei comunisti propongono, al di là dei contenuti, una metodologia che mi è molto familiare oltre che, ovviamente condivisa: La matrioska.
Del tutto evidente che vi sono due modi per ragionare secondo questo metodo: la cipolla e Dante all'Inferno.
La Cipolla s'ingrossa per accrescimenti ed espansioni successive dal nucleo verso l'esterno, Dante parte dalla Selva Oscura e ripercorre tutte le umane tragedie fino al baratro più profondo, e solo alla fine giunge a riveder le stelle.
Ora a me pare che la prima ipotesi, quella di coltivar la cipolla, non abbia terreno abbastanza fermo e tempo abbastanza lungo per poter crescere ed acclimatarsi.
Del XXI – secolo, in occidente, son già trascorsi due lustri, e se il XX-esimo è stato il secolo breve, questo rischia d'essere il secolo brevissimo.
Propendo quindi per la scalata degl'inferi non fosse altro che gran parte dei gironi li abbiamo visti e, temo, siamo a qualche cm di Belzebù. Almeno in Italia e almeno noi sappiamo bene vedere Giuda, Bruto e Cassio, e se non li sappiamo riconoscere ancora non è di politica che dobbiamo discutere ma di psichiatria.
Ed eccomi quindi, sotto la spinta di Laura Jurevic, meravigliosa rompicoglioni, a ragionare a grandi tratti di “Lo duca e io per quel cammino ascoso/ intrammo a ritornar nel chiaro mondo;/ e sanza cura aver d'alcun riposo,/ salimmo sù, el primo e io secondo,/ tanto ch'i' vidi de le cose belle/ che porta 'l ciel, per un pertugio tondo./ E quindi uscimmo a riveder le stelle.”
Dal cerchio più esterno parto, dal mondo e dagli umani che popolano questo pianeta. Non basta, è insufficiente e inadeguata l'analisi marxista della società per leggere le relazioni fra le classi e per cercare gli strumenti per modificarle. Troppo eurocentrica e impregnata di filosofia europea è quella analisi, troppo legata ad una ipotesi di “risorse infinite sul pianeta” e troppo protesa verso meccanicismi economistici. Troppo legata al suo antagonista, a quello che chiamiamo capitalismo con esso intendendo la finanziarizzazione dell'economia. Il capitalismo è al gas, finito anche lui semplicemente perché non funziona, non è in grado di regolare i rapporti fra esseri umani né in piccola e nemmeno in grande scala. L'unico metodo che gli è rimasto, l'unica opzione è la forza. Il capitalismo sa fare solo guerre e produrre tecnologie di guerra. Ovviamente le tecnologie hanno reso le guerre sempre più distruttive e distrutto sempre più risorse. Il capitalismo-locusta sta distruggendo il pianeta e sé medesimo, fondare la propria azione politica sull'anti-capitalismo è privo di sbocchi, è come schierarsi contro Ramsete o contro Kublai Kan.
Abbiamo la necessità di avere una nuova idea di mondo, un mondo nel quale le risorse naturali siano controllate e a disposizione di tutti: la gestione dell'acqua come bene pubblico essenziale è molto più rivoluzionaria della contrattazione nei Mac Donald.
In Europa, nella vecchia Europa sottoposta al rinculo del colonialismo, all'invecchiamento della popolazione e alla incapacità di condivisione di valori vi è una ondata pericolosissima di controriforma che investe molto più i diritti civili e sociali che le relazioni economiche. In ogni paese vi è una politica sempre più legata a personaggi carismatici e piegata più alla sensazione che alla ragione. Le democrazie scelgono il peggio, da qualche decennio, le paure hanno preso il sopravvento e a fronte di aree urbane sempre più cosmopolite si sviluppano aree periferiche e della campagna sempre più xenofobe e chiuse. In particolare tra i ceti più popolari, molto spesso inclusi ampiamente nello sviluppo tecnologico e tagliati fuori dalla crescita culturale. L'Europa deve ridiventare il luogo delle idee laiche e del rispetto di ogni essere umano. In Europa ha più importanza appoggiare la proposta francese (di destra) per l'abolizione del concetto di omosessualità come reato piuttosto che incastrarsi sul differenziale salariale tra gli operai italiani e quelli polacchi. In Europa occorre spiegare che vi è spazio per tutte le religioni e per tutte le culture praticando una politica dell'accoglienza e della tolleranza, ma occorre che la sinistra, e soprattutto i comunisti, rammentino a tutti che la religione è l'oppio dei popoli e che sono intollerabili alcuni usi religiosi che producono comportamenti che non rispettano pienamente la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Gli amici che praticano la religione devono capire che la distinzione sessuale non può generare distinzione sociale e questo vale per i cattolici, gli ebrei, i musulmani e chiunque altro. Su questo bisogna essere solari, non possiamo confondere Comunista con Komeinista.
Nella nostra amata Italia convergono tutte le contraddizioni che ho citato con alcune aggravanti. Una pletora di soggetti diventati classe dirigente per meriti altrui ha praticato e continua a praticare terreni che traguardano più alla conservazione di privilegi per sé stesi e per la propria banda piuttosto che alla crescita dell'intera comunità. Creano situazioni a loro favorevoli e poi cercano i nomi per farle diventare condivise. La parola più abusata si chiama federalismo, parola chiave del Senatùr che, da solo, con un diploma della scuola radio elettra, ha messo in ginocchio un paese e, come tutti, cerca di forgiarlo a sua immagine e somiglianza promuovendo il familismo peggiore.
Ha avuto dalla sua la spregiudicatezza, l'accoglimento di istanze di ribellione, la formazione di una organizzazione potente, un progetto che se ne frega delle convenzioni. Si è imposto sulla differenza non sulla marmellata. Noi dobbiamo avere un progetto per l'Italia, per l'Italia intera, da Pantelleria al Cervino. Di Repubblica che sia democratica, una e indivisibile. Ritengo che il federalismo sia una grande sciocchezza e che si cerca di spartire le spoglie di un paese depredato e violentato fra bande di jene. La Lega si è assicurati i pezzi pregiati tenendo sotto scacco un leader ricattabile e ricattato, tenuto con un piede sul gabbio, che combatte come un leone per non mettere il secondo piede dietro le sbarre. Un grassatore simpatico che la Lega dei duri e puri fece cadere nel 1994 in cambio di alcune promesse che non furono mantenute e che, successivamente, ha compreso di poter utilizzare ai suoi fini. Ti do una mano a non finire i tuoi giorni in gattabuia e tu fai quello che dico io.
Di fronte elemosinieri balbettanti incapaci di darsi una linea politica che non sia quella di piegarsi sulle ginocchia o peggio, soggetti la cui credibilità è scesa a livelli di guardia che inventano una ricetta al giorno per tornare a vincere e ogni volta perdono consenso, all'inizio verso l'altra parte, da qualche tempo lo perdono e basta.
Noi dobbiamo avere una idea di Italia, un'Italia che deve applicare la Costituzione Repubblicana dal primo all'ultimo articolo. Nella quale introdurre per davvero l'efficienza, nella quale non ci si schieri indistintamente con questa o quella casta. Io non sto con la magistratura, io sto con i magistrati che fanno il loro dovere di magistrati. E questo vale per medici e insegnanti, militari e giardinieri, operai e poliziotti. Bisogna smetterla di agire per categorie, la responsabilità deve tornare ad essere personale. Vogliamo cominciare a dire che certi stipendi sono esagerati? Vogliamo cominciare a spiegare che se uno sguattero guadagna 1000 Euro al mese allo Chef possono bastare 5000?
Vogliamo spiegare che i dividendi delle azioni si pagano solo dopo aver pagato tutti i dipendenti?
Vogliamo porre il problema di banche che mandano le persone per strada e hanno direttori che incamerano 50000 Euro al mese?
Io sono per lo Stato e per il regionalismo previsto dalla costituzione, non per andare oltre … assegnare potere costituzionale al presidente di una provincia nata per clientela mi sembra davvero una grande sciocchezza. Vogliamo dire che questa storia dei partiti leggeri è una scemenza?
Vogliamo domandare se in Italia c'è maggiore democrazia oggi o trent'anni or sono? Vogliamo domandare qualche operaio, di quelli che lavorano in fabbrica e che hanno cinquant'anni, se pensa che il suo potere d'acquisto di oggi sia maggiore o minore di quando ha iniziato a lavorare?
L'ho fatta lunga e non ho nemmeno finito, ma se finisce che dibattito è?
Pino De Luca (ormonalmente comunista).

Nessun commento:

Posta un commento

Ultime Notizie

Ultime News

Notizie di Politica

Roba Comunista