martedì 13 aprile 2010

Bologna, Brescia, Asti... L'emergenza abitativa cresce tra l'indifferenza di media e politica

Bologna, Brescia, Asti. L’emergenza abitativa, ormai, colpisce ovunque. Nelle ultime ore, in queste tre città si è assistito a una dura protesta contro enti locali e governi da parte di sindacati e attivisti. A Bologna, da sei giorni, è stata allestita una tendopoli sotto la sede del Comune, in piazza Liber Paradisus, dove, ogni notte, trovano rifugio decine di nuclei familiari sfrattati o senza casa. Il tutto, nell’indifferenza più totale di istituzioni ed organi di stampa. Per questo, «dopo l’ennesima giornata trascorsa senza nemmeno un giornalista a fare il proprio dovere di cronaca» spiega Lidia Triossi, di Asia Rdb, è stata organizzata una conferenza stampa sotto la sede della Rai di Bologna durante la quale è stato spiegato ai (pochi) giornalisti accorsi che «di fronte a centinaia di famiglie di lavoratori entrati in emergenza abitativa a causa della crisi, le amministrazioni comunali e regionali non stanno intervenendo». Ieri mattina, invece, a Brescia la Camera del Lavoro e il Sunia hanno suonato l’allarme sfratti per morosità. Lo hanno fatto nel corso dell’incontro con il prefetto Narcisa Brassesco Pace durante il quale Ida Arici, segretaria della Camera del Lavoro,e Adriano Papa del Sunia hanno illustrato al responsabile della sicurezza di Brescia la drammatica situazione degli sfratti dovuta al mancato pagamento del canone di affitto. Nel bresciano, i dati parlano di 1275 famiglie sfrattate nel 2008, delle quali 1191 per morosità. Un dato, questo, in crescita del 20% rispetto al 2007 e del 50% al 2006. Nel 2009 i dati non ancora definitivi parlano di un costante incremento degli sfratti: nella sola Brescia, le famiglie buttate fuori casa sono state ben 565 sui 1400 totali di tutta la Provincia. «E in questi primi mesi del 2010» spiega Adriano Papa «la situazione sta ulteriormente peggiorando: da gennaio a marzo le udienze di sfratto sono state 767». Per questo «è necessario» propone Ida Arici «istituire presso la Prefettura un tavolo-osservatorio intorno al quale riunire i principali comuni coinvolti e le parti sociali». Infine, Asti: sabato scorso oltre trecento persone, organizzate dal Coordinamento cittadino di lotta per la casa, hanno manifestato per le vie del comune piemontese per denunciare come in una città di circa 70mila abitanti sono oltre 600 le famiglie in attesa di un alloggio e 40 i nuclei sotto sfratto. Un’iniziativa per chiedere «al Comune e alla Regione» spiegano dal Coordinamento «di reperire gli alloggi necessari per affrontare questa emergenza visto che la causa del problema abitativo di queste famiglie è dovuto alla perdita del posto di lavoro e alla cassa integrazione».

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