martedì 27 aprile 2010

Aspettando la FdS vade retro Udc e la Marini vola a Bruxelles



Il tentativo di “suicidio politico” in corso da parte della sinistra, divisa tra gli eletti in consiglio regionale ed il resto, una parte, di Rifondazione Comunista ''non appare al momento motivo sufficiente a Catiuscia Marini per “cercare equilibri diversi''

Cosa che esponenti dell’Udc avevano ipotizzato.

 ''La coalizione e' quella che si e' presentata al voto'' ha ribadito Marini che in piu' passaggi ha auspicato che presto ci possa essere in giunta un rappresentante della Federazione della Sinistra ribadendo tuttavia come la stessa possa e debba ''operare un riflessione seria che tenga conto del risultato scaturito dalle urne e della rappresentanza territoriale''

In parole povere la neo governatrice dell’Umbria teme che nominando l’ottavo assessore nella persona di Vinti, i due consiglieri di Prc eletti in consiglio regionale facciano la fronda quanto meno nei confronti delle attività del loro attuale competitore interno.

Intanto, però, i problemi incombono, la Governatrice ha parlato di ''interventi in funzione anticrisi''. ''Domani, (oggi n.d.r) sia io che l'assessore Cecchini saremo a Bruxelles ad occuparci del settore tabacchicolo; fin da subito quindi - ha ribadito - il massimo impegno in funzione anticrisi''. 

Sull'argomento era intervenuto anche il consigliere regionale Gianfranco  Chiacchieroni (PD), ex Sindaco di Marsciano, sollecitando " una forte unità dei produttori al tavolo della trattativa con i trasformatori del tabacco stesso, e quindi con coloro i quali devono acquistare il prodotto”.
“Le istituzioni –per Chiacchieroni – sia per quanto attiene alle  Regioni che per ciò che è di competenza delMinistero, devono intervenire  efficacemente nel mercato del tabacco, per assicurare la sopravvivenza delle  aziende e la salvaguardia di molti posti di lavoro”.



Intanto dal PRC “ufficiale”, Christian Napoletano dellaSegreteria Regionale Prc Umbria Responsabile Enti Locali, piovono critiche “Ritengo che l’esclusione della Federazione della sinistra dalla Giunta Regionale dell’Umbria abbia semplicemente dell’incredibile.

La responsabilità di questo risultato ricade sul Partito Democratico dell’Umbria, con il quale la Federazione della sinistra condivide da venti anni le responsabilità del governo regionale. 
In particolare tra Rifondazione Comunista e il Partito democratico è stato siglato un accordo politico programmatico di alto profilo, elemento questo ultimo non secondario rispetto al successo elettorale di tutta la coalizione e della lista della Federazione della Sinistra in Umbria.

Il Partito Democratico ci ha indicato la candidata presidente che abbiamo sostenuto con lealtà, responsabilità e correttezza, apportando alla coalizione il 7% dei voti. La Federazione della Sinistra in un accordo nazionale ha indicato un rappresentante del PdCI nel “listino”, riservando a Rifondazione Comunista l’indicazione dell’assessore per la Giunta (con la possibilità, in caso di secondo assessore, di garantire la presenza anche per il PdCI).”

Al di là delle dichiarazioni di principio che non tengono conto che nei fatti ci potrebbero essere due “rifondazione”, e del fatto che la Marini sicuramente non ha intenzione di fare la fine dell’asino di Buridano ( che morì di fame non sapendo quale mocchio di fieno scegliere) è probabile che la segretaria regionale del PRC dell’Umbria convocata per oggi dovrà per forza risolvere l’impasse in cui si trova pena l’ennesima e finale frantumazione 


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