giovedì 14 gennaio 2010

Strage di Ustica: Riaprire il caso Marcucci. Firma la petizione


Sandro Marcucci era un ex colonnello dell'Ami. Con Mario Ciancarella ex capitano dell'Ami aveva svolto un lavoro d'indagine sulla strage di Ustica, dopo che il maresciallo Dettori aveva detto al telefono a Ciancarella " Siamo stati noi ad abbattere il Dc9 Itavia." e poi successivamente "Si guardi gli orari degli atterraggi e i missili a guida radar e a testata inerte". Le direttive militari che abbiamo trovato confermano quanto fossero preziosi quegli indizi dati da Dettori a Ciancarella per scoprire se un giorno lo si vorrà veramente le eventuali e precise responsabilità politico-militari della Strage di Ustica quella sera del 27 giugno 1980.
Sandro Marcucci aveva trovato due testimoni, entrambi militari a Pratica di mare, che avrebbero testimoniato al giudice che il Mig libico caduto sulla Sila era partito da Pratica di Mare. Aveva tenuto per sè i nomi dei testimoni, li avrebbe rivelati solo a Priore, se non fosse che il 2 febbraio 1992, già dimessosi dall'Ami e lavorando per la regione Toscana, rimane vittima in uno strano incidente aereo.
I due testimoni di marcucci temiamo fossero Licio Giorgieri, ucciso nel 1987 da terroristi rossi(aveva chiesto la scorta ma gli è stata negata) e Angelo Carfagna(suicida nel 1996, ma con molti dubbi sulla dinamica del volo che fece dalla finestra).
Perchè strano l'incidente?
L'inchiesta concluse che fu un incidente aereo causato dal vento e dallo stesso Sandro Marcucci che avrebbe volato sotto quota 500 piedi di atitudine(regole vfr) senza poterlo fare.
Quanto al vento tutti i testimoni negano che ci fosse vento quella domenica, ma esso compare non si sa perchè nelle conclusioni dell'inchiesta.
Quanto al fatto che Marcucci non potesse volare in sicurezza sotto i 500 piedi per la specifica missione di avvistamento incendi basta leggersi la documentazione sul ssitema maffs in questo blog, oltre il cap. 7 di Ciancarella per capire che sono del tutto sbagliate le conclusioni a cui è arrivata la magistratura di Massa.
Sotto i 500 piedi(tenuto conto del più alto ostacolo a terra)Marcucci poteva volare e volò secondo la legge.
Sandro marcucci era anche carbonizzato. La commissione d'inchiesta concluse che l'incendio s'era sviluppato dopo l'impatto del piper al suolo.
Anche questo è sbagliato.
A pochi centimetri dalla testa del cadavere di Marcucci c'è come si può vedere dalle foto nel cap.7 un albero non intaccato dalle fiamme e dal fumo. Le strutture in alluminio del piper accanto al cadavere di Marcucci sono anch'esse perfettamente visibili e non toccate da alcun incendio. L'alluminio si doveva sciogliere a contatto con il fuoco e invece in quelle foto non si vede niente di tutto ciò.
Tra la testa di Marcucci e l'albero di cui scrivo sopra, sembra ci siano nelle foto anche tracce evidenti di neve. Che il fuoco non sciolga nemmeno la neve?
Cosa dice chi fa un esame del corpo di marcucci?
Quest'uomo non è bruciato di benzina (avio ndr). L'inchiesta viene conclusa senza nemmeno ascoltarlo. Questo tecnico dell'obitorio aveva anche trovato due schegge nel torace di Marcucci e aveva esclamato alla presenza di Ciancarella "Perdio, gli è esploso addosso qualcosa".
Laura Picchi Associazione antimafie Rita Atria






Per approfondimenti:
www.ritaatria.it
www.strageustica.altervista.org
Laura Picchi referente sul caso di Sandro marcucci per L'Associazione Antimafie Rita Atria  Laura Picchi


Materiale dell'Associazione Rita Atria, video di Massimo Greco di no nukes.
Un grazie speciale a Laura Picchi per la collaborazione ed il testo dell'articolo.

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