sabato 9 gennaio 2010

Rosarno- Gli immigrati vanno via




Centinaia di immigrati lasciano la città tra gli applausi degli abitanti. Un uomo ferito a colpi d’arma da fuoco. Un altro “sprangato”. Il bilancio: quasi 70 persone ferite, due immigrati in condizioni gravi. Ipotesi: la 'ndrangheta dietro gli scontri

A Rosarno, in Calabria, dopo due giorni di guerriglia tra immigrati e popolazione locale la tensione non si allenta. Gli scontri non sono finiti del tutto. Le agenzie continuano a battere notizie di immigrati feriti. Questa mattina (9 gennaio) un uomo è stato ferito nelle campagne di Gioia Tauro, a pochi chilometri da Rosarno, con colpi di fucile caricato a pallini. Le sue condizioni non sarebbero gravi. Un altro immigrato è stato aggredito e “sprangato” a Rosarno.


Il bilancio dei feriti, secondo fonti investigative, sarebbe di 66 persone, tra immigrati (30), cittadini (17) e forze di polizia (19). Due i feriti gravi, anche se stabili.


Eppure gli immigrati stanno abbandonando la cittadina calabrese e i negozi hanno ricominciato ad aprire. Nel corso della notte 320 immigrati sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza di Isola Capo Rizzuto, a Crotone. Il viaggio è avvenuto su sette pullman scortati dalle forze dell’ordine e accompagnati dagli applausi degli abitanti di Rosarno.


Un altro centro, l’ex fabbrica Opera Sila, si va svuotando in queste ore. Cento immigrati l’hanno abbandonato volontariamente nel corso della notte, lasciando Rosarno in treno o con mezzi propri. Altri 300 sono in corso di trasferimento, seguiti e convinti a lasciare la città dalle Forze dell’ordine, dai sacerdoti di Libera, dai volontari di Medici Senza Frontiere e da altre associazioni.


Un sacerdote di Libera, don Pino Demasi, ha ricostruito i fatti degli ultimi giorni parlando con i giornalisti durante lo sgombero dell'ex Opera Sila. “La reazione violenta degli immigrati di giovedì sera – ha detto il rappresentante di Libera - è stata provocata da una voce diffusa tra di loro secondo cui quattro loro connazionali erano stati uccisi”. Voce che “ha scatenato il panico tra gli immigrati e una reazione consequenziale. Non so dire chi e perché abbia sparso questa voce. Fatto sta che da lì si è scatenato l'inferno”.


Gli scontri di Rosarno potrebbero essere statati cavalcati dalle cosche della 'ndrangheta. Il procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo, ha affermato che "allo stato ogni ipotesi è plausibile". Un'ipotesi però confermata dall'arresto del 29enne Antonio Bellocco con l'accusa di resistenza, minacce e violenza a pubblico ufficiale. Il padre di Bellocco sarebbe imparentato col capo cosca di un clan molto noto nella Piana di Gioia Tauro.


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