lunedì 11 gennaio 2010

Regionali: PdCI Puglia - Appello alla sinistra per un nuovo inizio



Riceviamo e pubblichiamo-
COMUNICATO STAMPA


Il giorno 09/01/2010 si è riunito in Bari il comitato politico regionale dei comunisti italiani ed ha approvato la relazione e le conclusioni del segretario regionale, Giuseppe Merico, ed il seguente documento.
I comunisti italiani esprimono preoccupazione per lo stato del confronto tra le forze politiche di sinistra, progressiste e democratiche, per la costruzione di una possibile alleanza alle prossime regionali e stigmatizzano il comportamento di quanti, con volontà dilatoria, diffondono notizie non vere.
I comunisti italiani a livello regionale e nazionale, non hanno mai espresso sostegno alla candidatura di alcuno, mancando, al momento, una coalizione definita di forze convergenti su un programma di governo e sulla condivisione di una cultura politica e istituzionale.
Tale condizione è il frutto di un sistema che negando le culture politiche, l’espressione e la rappresentanza degli interessi da queste sostenuti, sta sempre più degenerando verso una deriva plebiscitaria, populista, presidenzialista e personalistica.
La Puglia purtroppo, nonostante un Presidente di sinistra, non si è sottratta a questa deriva. In questi anni è stata mortificata la partecipazione democratica consapevole dei cittadini, alla vita del governo regionale attraverso i partiti che sono stati cancellati, non si è realizzata quella svolta di metodo e di contenuti rispetto al governo della destra, i cui uomini hanno continuato a ruotare dentro e intorno al palazzo del governo regionale.
Il risultato di questa deriva è:
·      un bilancio di realizzazioni modesto, comunque al disotto delle promesse e delle aspettative suscitate;
·      l’esplosione di una questione morale in relazione alla gestione della spesa pubblica, orientata a mantenere un sistema di potere e di costruzione del consenso, con politiche di favore verso gruppi finanziari, imprenditoriali, grandi professionisti, ecc. Questa gestione oltre che a compromettere la qualità della stessa democrazia nel mezzogiorno, per il peso e la capacità di condizionamento che qui hanno le risorse pubbliche, ha ferito gravemente l’elettorato di sinistra. Una questione morale che non può essere imputata alla responsabilità dei singoli, ma trova la sua origine nell’accentuarsi di una “questione democratica” che vede nel Presidente e nel PD i maggiori responsabili;
·      la rottura della coalizione che ha dato vita alla stagione entusiasmante della “ primavera pugliese”, attraverso il non coinvolgimento nel governo prima e l’estromissione poi dalla stessa maggioranza delle forze, quale la nostra, che hanno mantenuto un punto di vista critico.
Si è giunti così alla dissoluzione della stessa coalizione dopo il maldestro e spregiudicato tentativo di favorire un’operazione trasformistica, attraverso l’apertura ad una forza di destra quale Io Sud.

Ciononostante, vi è la disponibilità dei comunisti italiani: a ricercare un’intesa con le altre forze della sinistra e democratiche per un nuovo inizio ed un’alleanza che impedisca alla destra più retriva di  riconquistare la Puglia; a difendere le cose buone che pure in questi cinque anni sono state fatte, ma senza alcuna logica opportunistica o elettoralistica e solo se vi è la condivisione di una nuova cultura politica istituzionale e di governo che può essere l’unico terreno di incontro tra forze diverse.
Guardiamo per questo con interesse al possibile nuovo corso che potrebbe avviarsi con la vittoria di Bersani al congresso del PD, che abbandonando la scelta dell’autosufficienza (ovvero di una visione istituzionale di tipo bipartitico o bipolare coatto, oltre che presidenzialista, di cui le primarie sono un caposaldo) per quella delle alleanze larghe, può dar luogo a una diversa cultura politica da noi auspicata.
Valutiamo, altresì, positivamente le stesse dichiarazione di Blasi e Boccia nell’incontro con la nostra delegazione.
Verificheremo nella stesura del documento politico e del programma di governo tali aperture sia rispetto alla necessità di contrastare in Puglia la deriva plebiscitaria, sia attraverso il riconoscimento delle diverse culture politiche.
Un segnale concreto in questa direzione può e deve essere dato approvando nel consiglio regionale del 19 gennaio prossimo, una norma di rinvio della nuova legge elettorale, per affrontare complessivamente ed organicamente le questioni riguardanti: l’ordinamento regionale in merito ai poteri del Presidente, della Giunta, del Consiglio, del numero dei Consiglieri, delle indennità, dei meccanismi del sistema di elezione e rappresentanza.
I comunisti pugliesi ritengono, infine, di dover rivolgere un accorato appello al compagno Vendola a non dividere il popolo della sinistra e democratico su una questione nominalistica, senza avere, peraltro, ancora verificato se esiste e da chi e composta la coalizione.
Riteniamo che la sinistra unita, nel confronto con le altre forze moderate democratiche, possa realizzare un’avanzata intesa programmatica e politica.
Fuori da questa percorso vediamo la Puglia consegnata alla destra, la stagione della primavera pugliese finita, la sinistra lacerata, con una parte condotta a sbattere la testa contro il muro e l’altra condannata alla ininfluenza politica e culturale.
Bari, lì 09/01/2010

Partito dei Comunisti Italiani
Comitato Regionale della Puglia
Il Segretario - Giuseppe Merico

http://www.comunistipuglia.it/

2 commenti:

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  2. Pur in presenza delle contraddizioni messe bene in evidenza dal documento, Vendola, in questa fase tormentata, rappresenta il candidato più di sinistra che tiene aperto uno spiraglio che ci fa sperare in una prospettiva volta al rilancio di un reale protagonismo dei comunisti e della sinitra pugliese. L'appoggio a Vendola, quindi, è l'antitesi alla deriva liberaldemocratica del PD di cui l'interprete fedele in Puglia è Boccia. Il PDCI potrebbe essere complice di questa deriva qualora dovesse orientarsi per un sotegno a Boccia.
    Raffaele Piccoli
    prof.piccoli@libero .it

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