sabato 2 gennaio 2010

Regionali: La lotteria del Lazio altro vertice a vuoto E c’è chi spera in Casini


Il nome del candidato per la presidenza della Regione Laziononè uscito dal vertice del centrosinistra regionale che si è tenuto ieri a Roma, dall’Idv a Sel, assenti solo la Federazione della sinistra e i radicali. E non è escluso che anche qui il nodosi possa sciogliere con le primarie. In realtà un nome è stato indicato datutti, dicono. Ancora Nicola Zingaretti, l’unico chepuò far incassare l’alleanza con l’Udc. Eppure il presidente della Provincia quasi si arrabbia: «Chi fa il mio nome non è autorizzato a farlo», lui vuole restare a Palazzo Valentini. Zingaretti critica lo «stallo » e l’immobilismo del Pd e rilancia nomi di big che pare non siano stati fatti nel vertice: Mario Marazziti della comunità di Sant’Egidio, Enrico Letta, Giovanna Melandri, Rosy Bindi, Debora Serracchiani (che ha esclusounasua candidatura) ed Esterino Montino, il più disponibile a scendere in pista. NelPd c’è chi interpreta la nota piccata di Zingaretti come uno stimolo al partito perché decida in fretta, in tempo per convincere Casini a non chiudere l’accordo con il Pdl su Renata Polverini. Spiraglio che tiene aperto Ciocchetti, segretario regionale Udc. Il tempo è determinante, per i centristi, che vedono già i candidati Pdl lanciati (da Berlusconi) nella campagna elettorale, mentre il Pd è «troppo democratico», scherzano. Troppo lunghi per Casini i tempi delle primarie, l’intesa si è chiusa bene con il Pd là dove «sono stati svegli e hanno deciso in fretta», in Piemonte, nelleMarche o in Liguria e in Basilicata. E fra la sicurezza di un candidato comela Polverini e l’assenza diunnome che non sia Zingaretti, l’Udc vuole andare sul sicuro. E sui vincenti. Il segretario regionale del Pd, Alessandro Mazzoli, punta a incontrare presto Casini, considerato determinante per non perdere la Regione Lazio, accordo che renderebbe inutili le primarie.Unnuovo vertice si riunirà prima della Befana.

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Dove ungruppo propone Loretta Napoleoni, economista, una donna di peso, di sinistra e senza tessere di partito. Con un certo ottimismo dalla segreteria del Pd parlano di «caos calmo ». «Non stiamo andando male, stiamo costruendo il programma e le alleanze regione per regione», rassicura Maurizio Migliavacca, coordinatore della segre
teria Pd. Insomma, «ci vuole un po’ di pazienza perché il problemanon è chi si candida per primo ma chi vince le elezioni». E superare la soglia delle tre regioni date per certe in base ai voti presi alle europee: Emilia, Toscana e Umbria. In movimento la situazione in Veneto, dove ci sono il fattore anti Lega Galan e la Puppato, ma il centrosinistra potrebbe convergere sul candidatoUdcDePoli. «Magari», è la risposa centrista. Primarie in Campania (fra De Luca e altri, Bersani esclude Bassolino), ma anche qui Casini ha fretta e se il Pdl stringe subito su Caldoro si accoderà. Primarie anche in Calabria, fra Loiero, Bova e Lo Moro. In Puglia l’Udc dovrà pazientare fino alle primarie: di sicuro mai con Vendola, troppo comunista...

Da Unità

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