mercoledì 13 gennaio 2010

Primo marzo, sciopero degli stranieri




Arriva anche in Italia, nell'Italia di Rosarno, la giornata senza immigrati. Merito di quattro donne, che hanno deciso di aprire una breccia nel muro dell'assuefazione lanciando, in contemporanea alla  francese journe sans immigré, un primo marzo all'italiana. Il movimento è già su internet, dove ha raccolto oltre 20 mila contatti, mentre nei territori sono nati e stanno nascendo i «comitati primo marzo».  L'hanno chiamato «sciopero degli stranieri», astensione dal lavoro per chi potrà farlo, ma anche sciopero dei consumi, degli acquisti o della fame per tutti, italiani e stranieri. Non importa come, l'obiettivo, come spiega sul manifesto Stefania Ragusa, una delle quattro organizzatrici, è quello di lanciare un segnale potente, una parola forte e chiara non solo per mostrare le invisibili fondamenta su cui poggia la nostra società del benessere, ma anche perchè la difesa dei diritti dei migranti ci riguarda tutti e «la storia insegna che quello che oggi lo stato fa agli stranieri domani lo farà ai propri cittadini»

Il gruppo su facebook:
"Questo gruppo si propone di organizzare una grande manifestazione non violenta per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società. Questo gruppo nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli. Siamo collegati e ci ispiriamo a La journée sans immigrés : 24h sans nous, il movimento che da qualche mese, in Francia, sta camminando verso lo sciopero degli immigrati per il 1 marzo 2010.
Il nostro logo è opera dell'artista siciliano Giuseppe Cassibba"

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