sabato 2 gennaio 2010

La Moratti rilancia su Craxi e sponsorizza via dell'Innovazione




L'operazione per il sindaco non vuol dire "dimenticare gli aspetti giudiziari" che hanno caratterizzato gli ultimi anni di Craxi, quanto piuttosto "analizzare la sua vita nella sua interezza"

«Credo sia giusto, nella ricorrenza del decennale della morte di Bettino Craxi, ripensare la sua figura prima di tutto dal punto di vista umano, poi politico e storico. Eludere questa data mi sarebbe sembrato sbagliato, sia umanamente che dal punto di vista della riflessione storica». A tre giorni dal putiferio scoppiato dopo l’a nnuncio di intitolare una via o un giardino di Milano al leader del Partito socialista condannato per corruzione durante Mani Pulite, il sindaco Letizia Moratti spiega le sue ragioni. E lo fa in un’i ntervista con Red Ronnie pubblicata il 31 dicembre su YouTube.

Una chiacchierata confidenziale, davanti all’albero di Natale di casa Moratti, in cui il sindaco ammette: «Mi aspettavo le polemiche». Ma aggiunge: «È venuto il momento di collocare Craxi in una prospettiva storica, anche se capisco che non sia facile. Il mio tentativo è quello di fare in modo che questa città, la sua città, riconosca un proprio figlio importante». D’altronde, spiega la Moratti, sono passati dieci anni e non sarebbe il primo personaggio storico contestato ad avere una via a suo nome. Tra questi, il sindaco cita nientemeno che Giordano Bruno, bruciato al rogo nel 1600 per le sue teorie filosofiche (assolto dalla storia e dalla scienza), e Giuseppe Garibaldi che con Craxi ha in comune solo la morte in esilio.

«Garibaldi è stato condannato a morte, Bruno bruciato sul rogo — spiega il sindaco — eppure a loro sono state dedicate vie e piazze. La storia dà delle riletture diverse delle personalità».
Nonostante le polemiche, la decisione è presa. A gennaio la delibera arriverà in giunta per l’approvazione degli assessori, il cui parere però non è unanime. La Lega si è opposta duramente, mentre una parte degli ex An, che ai tempi dei processi di Tangentopoli manifestava davanti a Palazzo di Giustizia, è ancora incerta.


Ma invece di cercare l’appoggio dei suoi — il sindaco è da poco iscritta al Pdl — , la Moratti cavalca le parole di Piero Fassino — unico leader del Pd intervenuto sull’argomento — che sulle pagine della Stampa ha dichiarato: «La dimensione giudiziaria ha finito per sovrastare la riflessione politica», suggerendo di aprire una riflessione su «un uomo politico che, tra luci e ombre, è stato un protagonista della politica italiana». «Raccolgo l’invito di Fassino — commenta la Moratti al tradizionale scambio di auguri con gli anziani — di aprire un dibattito sul socialismo, sulla trasformazione del socialismo in un movimento riformista».

Ancora il Comune non ha deciso quale sarà la strada o il giardino che si chiamerà «Bettino Craxi», ma se sarà una via dovrà essere «senza numeri civici» ricorda la Moratti, per «evitare problemi ai residenti». E tra le ipotesi allo studio della toponomastica c’è anche la proposta di un esponente del Pd, Roberto Caputo, ex socialista oggi consigliere provinciale, che ha suggerito di cambiare nome a viale Dell’Innovazione alla Bicocca, ex quartiere industriale oggi zona universitaria.

«È una sollecitazione interessante — dice la Moratti — perché ricollega la figura di Craxi a quelle che sono le radici del socialismo più vicino alla classe operaia. Comunque qualsiasi decisione verrà presa insieme alla famiglia». Contrari invece all’iniziativa del sindaco di Milano gli abitanti di Sesto San Giovanni, da sempre roccaforte della sinistra. In un sondaggio pubblicato su sestonotizie. it il 67 per cento dei cittadini ha detto di non essere favorevole «che anche Sesto, città in cui iniziò la sua carriera politica, intitolasse un luogo pubblico a Craxi».

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