venerdì 15 gennaio 2010

Il Pd blocca l'accesso a Facebook, dopo le proteste, la retromarcia




Un filtro impedisce l'accesso al social network più famoso del mondo
Dopo le proteste il cambio di rotta: "Un errore, è uno strumento di lavoro"
Il Pd blocca l'accesso a Facebook
Poi la retromarcia e il sito riappare

ROMA - Stop a Facebook nella sede nazionale del Partito Democratico a Roma. Un blocco che, dopo poche ore, viene tolto tra le proteste. "La chiusura è stata una scelta fatta dal partito in senso troppo aziendale perché non si è tenuto conto del fatto che Facebook è anche uno strumento di lavoro per i politici e per tutta la struttura", fanno sapere dall'ufficio stampa del Pd.

Tutto comincia in mattinata quando chi si collega dai computer del palazzo di via S. Andrea delle Fratte scopre di non poter più accedere al social network più popolare. Tutti fuori, dai dipendenti al segretario nazionale Pierluigi Bersani che, come molti altri, nella community creata da Mark Zuckerberg ha un suo profilo. Tutta colpa di un filtro che impedisce di accedere a uno dei siti più famosi al mondo. Una novità tutt'altro che gradita per i dipendenti. Anche perché Facebook è stato - insieme a Twitter - uno strumento per la campagna delle primarie sia di Bersani sia del suo principale sfidante Dario Franceschini.

L'oscuramento di Facebook, probabilmente mirato a impedire ai dipendenti di passare troppo tempo sul proprio profilo, avrebbe messo in difficoltà alcuni dirigenti e parlamentari. Questi ultimi, infatti, impegnati in aula o nelle attività di partito, fanno aggiornare il proprio profilo proprio dai collaboratori che lavorano nella sede di Via S.Andrea delle Fratte. E così', dopo le proteste, ecco scattare la retromarcia.

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