giovedì 14 gennaio 2010

Frosinone, una Provincia antifascista e partigiana. - Coord. Prov.le Giovani Comunisti di Frosinone


Da Aut- FR
In questi ultimi tempi ci siamo posti una domanda molto ricorrente all’interno dei Giovani Comunisti. Ci siamo chiesti: se i nostri padri costituzionalisti, i partigiani che hanno partecipato alla guerra di liberazione, i segretari dei partiti che hanno appoggiato l’azione del C.L.N. fossero in vita, cosa penserebbero di un Paese in cui lo squadrismo militante fascista e l’azione di una destra razzista, xenofoba, arrogante fossero tornati di moda? Probabilmente rimarrebbero esterrefatti ed attoniti. Avrebbero ragione! I neofascisti oggi rivendicano uno spazio politico dove agire, dichiarano di avere una loro dignità politica e mettono in piedi buffonate mediatiche di vario genere, dandogli il peso di vere e proprie iniziative. Gli squadristi più facinorosi sono quelli di Casa Pound, quelli che a Roma organizzano eventi con dell’Utri, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, o con Stefania Craxi, per commemorare il padre Bettino. Ovviamente Casa Pound una soluzione alla crisi del capitalismo ce l’ha; in un comunicato del 2007 ha chiesto lo scioglimento della CGIL. La milizia volontaria giovanile di Casa Pound, i neofascisti se la sono creata, sono gli italici giovincelli del blocco studentesco, che l’anno scorso in una manifestazione antigelmini a Roma si mobilitarono in una vile aggressione al corteo pacifico e colorato. Ovviamente per loro la scuola pubblica più che difendersi con la ragione e la solidarietà, si difende col moschetto. Queste rozze uscite descrivono più di mille parole chi sono e quali obiettivi hanno, uguali a quelli del ventennio, i “fascisti del terzo millennio”. Tra i padri teorici di Casa Pound c’è peraltro Gabriele Adinolfi, fondatore di terza posizione e poi membro dei NAR. Sono in preoccupante aumento le aggressioni della galassia neofascista italiana contro immigrati, omosessuali, militanti e sedi della sinistra. Nessuna legittimazione di questi signori è giustificabile. Ricordiamo a tutti che la XII norma transitoria della Costituzione vieta la riorganizzazione di gruppi e nuclei fascisti come Casa Pound. Però proprio perché questa norma non ha impedito la creazione di numerose organizzazioni neofasciste negli ultimi sessant’anni, noi la lotta al fascismo non la deleghiamo, ma pensiamo che si vinca col protagonismo di giovani e lavoratori. La protezione a questi signori ovviamente la offre il PDL, nonostante dal 2008 Casa Pound si è scisso dal movimento sociale Fiamma Tricolore, i giovani del blocco studentesco partecipano alle manifestazioni contro una loro ministra della scuola pubblica. E’ un paradosso! Peccato che la loro partecipazione non sia giustificata da un evento burlesco come può essere il carnevale. Peccato davvero! Facciamo appello a tutte le forze di sinistra ed antifasciste e ai sindacati per costruire una mobilitazione antifascista unitaria e di massa. Speriamo che a questo appello rispondano anche i militanti del Partito Democratico che intanto aspettano e sperano di conoscere la vera identità di un partito che ancora deve decidere quale strada dovrà intraprendere da grande.

3 commenti:

  1. Abbiamo poco da lamentarci, specialmente noi romani non abbiamo fatto nulla per evitare la crescita di questi movimenti, vuoi per disorganizzazione, vuoi per stupidità. Una mobilitazione non servirebbe a niente, torniamo piuttosto nelle periferie e nelle scuole, lavoriamo sui territori per non lasciargli spazi.

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  2. Nel frattempo li facciamo scorazzare indisturbati?
    Mobilitazione di massa è anche quello che dici tu, ma non solo.

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  3. Non ci prendiamo in giro, questi qua parlano del solito corteo per lavarsene le mani e poter dire di aver fatto qualcosa. Tornassero a lavorare nei quartieri piuttosto, il lavoro costante sul territorio premia, non azioni isolate completamente scollegate da un percorso a più ampio respiro.
    E se gli mancano le idee, eccone qualcuna: collettivi in ogni scuola della zona collegati al circolo dei GC più vicino; partecipazione dei compagni alle elezioni per i rappresentanti di istituto e di consulta, per un discorso di credibilità e visibilità; farsi vedere attivi tramite volantinaggi fuori dalle scuole e partecipando alle iniziative della scuola (conferenze, corsi autogestiti); appoggio, anche materiale, a tutte le mobilitazioni degli studenti; creazione di un servizio d'ordine in ogni scuola tanto per le eventuali mobilitazioni quanto per l'autodifesa. Ora, se il Blocco Studentesco è così forte in quella zona vuol dire che tutto questo è mancato, e che invece dei cortei bisognerebbe farsi un bell'esame di coscienza.

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