lunedì 4 gennaio 2010

Feltri: i disoccupati sono sfigati



Vittorio Feltri parla nell’editoriale di oggi della corsa ai saldi come di “un pandemonio”, di gente che “sembrava impazzita“, di un assalto ai banconi di vendita che “non si era mai registrato“. Certo, “la crescita economica non sarà ai livelli cinesi”, prosegue il direttore de Il Giornale, ma gli italiani sono ricchi, la gente “più ricca al mondo“. Conclusione:
forse è il caso che i giornali, la tivù e gli esperti cessino di piangere e di intervistare soltanto una esigua minoranza di sfigati [...].
Cioè i senza lavoro, i precari, le classi economicamente più deboli. Del resto, in Italia di lavoro “ce n’è fin troppo“:
Nel 2009, 400mila stranieri hanno avuto un posto che i nostri disoccupati, 800mila, hanno rifiutato. Se poi consideriamo che gli extracomunitari regolarmente impiegati sono milioni, si ha la dimostrazione inconfutabile che i senza lavoro sono anche senza la voglia di lavorare. Se la facciano venire.
Le statistiche ufficiali che dicono il contrario? “Smentite dai fatti”. Tutta colpa dell’opposizione, che “disegna un Paese sull’orlo del baratro e pieno di operai disperati sui tetti“. Come se i precari dell’Ispra avessero passato il Natale a protestare per fare un favore a Bersani o Di Pietro e non perché non hanno di che vivere.
Colpa della pigrizia degli “sfigati”, dunque, se un italiano su dieci durante quest’anno non avrà un lavoro. Una pigrizia che, come per magia, investe tutta l’Europa (maledetti colpi di sonno continentali). Anzi, colpa degli “sfigati” e dell’opposizione, che oltre all’odio sparge cattivi auspici. Bersani dunque non riesce a tenere insieme i pezzi del suo partito, ma è abbastanza potente da scatenare un incantesimo su Fiat, Eutelia, e chissà quante altre fabbriche, che costringe i lavoratori a non vedere i soldi che hanno nel portafogli, e comportarsi come se non fossero in grado di mantenere la propria famiglia. Lo stesso mortale sortilegio che obbliga i cittadini a credere che pagare le tasse sia una virtù ed evadere un vizio; che attenaglia i laureati che invece di rimboccarsi le maniche e andare nel call center di turno chiedono un lavoro che “concorra al progresso materiale e sprituale” loro e della società (tutta colpa della Costituzione bolscevica, e in particolare dell’articolo 4). E che si avvinghia perfino al legislatore, che tiene in vita con i soldi pubblici un quotidiano che invece di avere a cuore il benessere di tutto il suo “azionariato” chiede espressamente che alla sua parte più debole non venga concessa una voce (ma questa, di certo, non è una ”battaglia snob“).

Da illecito.com

Nessun commento:

Posta un commento

Ultime Notizie

Ultime News

Notizie di Politica

Roba Comunista