martedì 12 gennaio 2010

Crisi ortofrutta di Vittoria. Le proposte dei Giovani Comunisti

Di
Davide Guastella


La crisi commerciale di molte produzioni ortofrutticole parte da lontano. A poco o nulla servono ormai marchi, borse dell'ortofrutta o altro. Ci sembrano argomenti utilizzati da chi non conosce concretamente le esigenze del primo settore economico della nostra provincia. Alle nostre sollecitazioni positive le istituzioni come la Camcom, l'ass. La Terra del Comune di Vittorie e adesso anche Cavallo della Provincia hanno reagito in modo scomposto e disarticolato oppure trincerandosi dietro un imbarazzante silenzio. La serricultura della fascia trasformata è da tempo un malato terminale che viene curato con tisane o palliativi vari.

Il mercato di Vittoria. prima struttura commerciale alla produzione in Italia, registra un clamoroso crollo dei prezzi e nessuno si chiede il perché, chi interviene lo fa solo per avere un po' di visibilità mediatica. Viene annunciata la nuova società di gestione del mercato (Vittoria Mercati s.r.l.) con la nomina di tre componenti. Dopo l'immancabile passerella non si conoscono ancora scopi, interventi, regolamenti di gestione e come farà a reperire finanziamenti per rilanciare la strutture e i servizi. Possiamo affermare con estrema serenità che è stato creato un carrozzone che allarga i posti di sottogoverno? Gli attori principali dell'economia provinciale sono i produttori agricoli e in particolare i serricultori. Tutte le istituzioni a parole hanno sempre difeso questi modelli produttivi o si sono inventati comitati spontanei a servizio di loro stessi ma nei fatti li hanno lasciati sempre soli. Crolla il reddito e aumentano i pignoramenti delle aziende. Fin q uando i prezzi riuscivano a mantenere economicamente attivo il territorio tutto andava bene. Ora la crisi commerciale ha fatto emergere in modo definitivo questa triste realtà.

L'art. 14 dello statuto siciliano stabilisce competenze fondamentali ed esclusive alla Regione nel campo dell'agricoltura. Per non essere solo critici vogliamo avanzare alcune proposte concrete e fondamentali per difendere e valorizzare le nostre produzioni ortofrutticole:

- costituzione del catasto ortofrutticolo siciliano, che servirà ad ottenere dati attendibili relativi alla produzione regionale e fornire così un valido strumento per la programmazione produttiva che è stata sempre assente;
- piano di promozione al consumo nei punti vendita della GDO (Conad, Carrefur, Auchan, Coop, Ipercoop…..) presenti sia in Sicilia che nel resto d'Italia. Le licenze, le autorizzazioni, e i contributi ai marchi della GDO devono essere soggetti a questo vincolo. Questi strumenti potrebbero anche essere utilizzati per quei prodotti per i quali, sulla base delle previsioni di produzione, si prospettino situazioni di crisi;
- vero e serio rafforzamento del sistema di controllo relativo alle norme di commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli con particolare attenzione per quei prodotti simili importati dall' estero;
- l'incentivazione delle nostre esportazioni verso i paesi del Nord e dell'Est Europa (grossi consumatori di ortofrutta) con accordi specifici;
- apposite misure economiche per finanziare la riconversione dei sistemi produttivi (serre) e delle varietà non più adeguate alle esigenze di mercato.

Cari deputati regionali autonomisti, lealisti, democratici, centristi, trasversali, governativi e non; egregio presidente della Camcom; assessori all'agricoltura provinciali e non: conoscete dati, capacità e dimensione della serricoltura e della sua crisi.

Dite, ma soprattutto fate qualcosa. Il tempo delle passerelle, dei palliativi, delle proposte buone per avere un attimo di visibilità è finito. Urgono decisioni serie, credibili e strutturali se veramente si vuole garantire reddito, occupazione e sviluppo economico basato sulla legalità nel nostro territorio.

Davide Guastella coordinatore GC Vittoria

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