venerdì 4 dicembre 2009

Spatuzza chiama in causa Silvio




La deposizione dell'ex killer di Cosa Nostra al processo Dell'Utri. Racconta le stragi del '93 e afferma: “Grazie a lui ci siamo messi il paese tra le mani”. Dell’Utri: “La mafia vuol fare cadere il governo”. Berlusconi: “Solo assurdità”
“Ci garantisce quello di Canale 5”. Con questa frase l'ex affiliato di Cosa Nostra, Gaspare Spatuzza, ha introdotto oggi (4 dicembre) il passaggio sul presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. A Torino è stato il giorno della sua deposizione nel processo d’appello al senatore del Pdl, Marcello Dell’Utri, per concorso esterno in associazione mafiosa. Nell’intervento, già annunciato da tempo, sono state ricostruite le dinamiche delle stragi di mafia del 1993. Il "collaboratore" della giustizia e pluriomicida Spatuzza ha fatto i nomi di Berlusconi e Dell’Utri, come referenti della mafia nelle istituzioni. In particolare, sulla nascita della sua attività imprenditoriale e sul periodo dell'ingresso in politica.

Spatuzza, affiliato alla famiglia del quartiere Brancaccio di Palermo, era killer della cosca alle dipendenze dei fratelli Graviano. Il collaboratore di giustizia ha riferito: “Giuseppe Graviano mi fece il nome di Berlusconi e mi disse che grazie a lui e al compaesano nostro (Marcello Dell’Utri, ndr) ci eravamo messi il paese tra le mani. Graviano mi disse che avevamo ottenuto tutto – ha aggiunto - e questo grazie alla serietà di quelle persone che avevano portato avanti questa storia, che non erano come quei quattro ‘crasti’ socialisti, che avevano preso i voti dell'88 e '89 e poi ci avevano fatto la guerra”. Il colloquio sarebbe avvenuto nel 1994, in un bar di via Veneto a Roma, prima dell’attentato fallito allo stadio Olimpico contro i carabinieri. “I timori di parlare di Berlusconi erano e sono tanti”, ha rivelato, tornando sull’argomento in risposta alle domande della difesa: “Ho deciso di togliere gli omissis sulle stragi del '92 e '93, dopo l'ammissione al programma pentiti. Prima di quella data, ai pm non parlai mai dei nomi dell’interlocutore politico dei Graviano”. La prima volta ne ha parlato nel giugno di quest’anno.

In generale, nell’aula bunker è stata rievocata tutta la stagione delle stragi. Dagli anni ’80 al 2000, ha esordito Spatuzza, “ho fatto parte di un’associazione terroristico-mafiosa denominata Cosa Nostra”. Nel 1987, ha raccontato, il boss “mi disse di sostenere i candidati socialisti alle elezioni, all’epoca il capolista era Claudio Martelli”. Ma poi, a quanto riferito, l’organizzazione mafiosa non era soddisfatta del loro atteggiamento politico. Le stragi di Capaci e via d’Amelio “sono stragi che ci appartengono, mentre l’attentato di Firenze non ci appartiene”. Allo stadio Olimpico, invece, la criminalità organizzata voleva colpire i carabinieri “con un attentato in stile talebani”, ma all’ultimo momento “il telecomando non funzionò”. Nel 1991 il “colonnello” di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro, era a Roma per compiere tre omicidi: Giovanni Falcone, Maurizio Costanzo e proprio Claudio Martelli, che dovevano essere uccisi “con armi leggere”.

Gaspare Spatuzza è in carcere per sette stragi e circa quaranta omicidi. Lo ha ricordato lui stesso rispondendo alla difesa.

Marcello Dell’Utri è stato condannato in primo grado a nove anni di carcere l’11 dicembre 2004.

Il processo continua l’11 dicembre a Palermo con i fratelli Graviano in videoconferenza.

Dell’Utri, la mafia vuole far cadere il governo
Un’udienza – attesa da tempo – che si è svolta in un clima di tensione. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel fuorionda di pochi giorni fa aveva parlato delle affermazioni di Spatuzza come “una bomba atomica”. E Marcello Dell’Utri, che era oggi in aula, prima del dibattimento si è fermato a parlare con i cronisti: “Spatuzza ha interesse a buttare giù il governo che gli lotta contro – ha detto -, non è un pentito dell'antimafia, ma della mafia. Sono tranquillo ma assisto ad uno spettacolo incredibile”. Poi la difesa ha chiesto di revocare la deposizione del pentito. L’ammissione è stata contestata sollevando un’eccezione di legittimità costituzionale, respinta dai giudici dopo una breve seduta in camera di consiglio.

A quanto riferiscono fonti di agenzia, anche Berlusconi si sarebbe soffermato sulla questione, nel corso del Cdm: “Sono accuse che si commentano da sole – avrebbe detto -, in Italia non c’è nessuno disposto a credere a questa assurdità. Sono cose che fanno soltanto ridere”.

Bersani, spetta ai giudici valutare
Il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, si è limitato a commentare: “Tocca ai giudici valutare le dichiarazioni di un pentito, non c’è altro da aggiungere”.

Sinistra, Berlusconi si dimetta subito
Per la sinistra radicale Berlusconi deve dimettersi subito. Lo ha detto Orazio Licandro, membro della segreteria del Pdci e componente della Commissione Antimafia: sono dichiarazioni “di una gravità inaudita, che costringono a una nuova lettura della transizione politica italiana. A prescindere da ogni altra considerazione, Berlusconi non può restare un minuto di più a Palazzo Chigi”. La stessa richiesta arriva dai Verdi attraverso il presidente, Angelo Bonelli: “Chiediamo che Berlusconi si dimetta immediatamente e si difenda nei processi come un qualsiasi altro cittadino”. Infine per l’eurodeputato dell’Idv, Luigi De Magistris, non è vero che l'esecutivo combatte la criminalità: “Non sta in piedi il tentativo di depotenziare la forza del processo Dell’Utri facendo riferimento alla presunta lotta al crimine, perché questa lotta non esiste”.

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