giovedì 3 dicembre 2009

Resa dei conti nel pdl



Per il ministro Scajola Fini è già fuori dalla linea del Pdl. Rotondi vede le elezioni anticipate. “Il Secolo”, invece, vede il complotto. Bersani: centrodestra in confusione. Velina rossa: con la crisi di governo, Napolitano darebbe l’incarico a Fini
Non sembra destinata a risanarsi la spaccatura tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, dopo il fuori onda del presidente della Camera diffuso su internet il primo dicembre. Fini è anche intervenuto telefonicamente alla trasmissione Ballarò confermando la sostanza delle dichiarazioni: “Non ho nulla da chiarire e non cambio opinione - ha affermato -, dico le stesse cose nel pubblico e nel privato”. E ancora: “Sono presidenzialista da quando Bondi militava nel Pci. Ma il presidente eletto dal popolo ha il dovere di rispettare gli altri poteri: l'ordine giudiziario, il Parlamento, la Corte Costituzionale, le altre magistrature”.
E oggi (2 dicembre) risponde proprio il ministro della Cultura, Sandro Bondi, dicendosi “amareggiato” dall'intervento di Fini. “Mi sarei aspettato - sostiene - parole che fugassero la sgradevole impressione che non si può non ricavare dalla sua conversazione con il procuratore della Repubblica di Pescara”.
Rotondi, rischio elezioni anticipate
Un altro intervento significativo arriva dal ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi: “Chi mette fuoco tra Berlusconi e Fini - a suo giudizio - vuole andare alle elezioni anticipate. Questo è l'unico rischio e ce lo possiamo provocare da soli, perché l'opposizione non c'è”.
Scajola, Fini è fuori dalla linea Pdl
“Se le dichiarazioni di ieri (di Fini, ndr) dimostrano qualcosa, dimostrano una volontà e un'azione che è diversa dalla considerazione e dalla linea del Popolo della Libertà”. E’ quanto afferma invece il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. “Credo – aggiunge Scajola - che la costruzione del Pdl sia stato un grande passo avanti nella semplificazione del quadro politico italiano, da troppo tempo ci sono distinguo fuori dalla linea del programma del Popolo delle libertà”.
Bersani: centrodestra in confusione
"Mi pare che il governo e la maggioranza di centrodestra sono in una situazione di confusione micidiale". Questo il commento del segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani. “Tutte queste sarebbero chiacchiere – ha detto Bersani all’Agi - se non ci fosse una situazione di paralisi e confusione in campo economico dove il governo non riesce a dare risposte alla crisi”.
La resa dei conti si avvicina, ma non tutti pensano che Fini non abbia carte in mano e che, in caso di crisi di governo, si andrebbe alle urne. Pasquale Laurito nella sua Velina rossa scrive, ad esempio, che se ci fosse la crisi, prima di sciogliere le Camere Napolitano avrebbe “un solo personaggio su cui puntare”, e quello è proprio Fini. “Il Pdl si illude – scrive Laurito - se pensa che i deputati e senatori ex An abbiano abbandonato Fini. Si sbagliano, dai conti fatti oltre 55 deputati sono al fianco di Fini, qualunque cosa succeda”. “Prima di sciogliere il Parlamento il presidente della Repubblica ha il dovere di tentare di risolvere la crisi attraverso un governo istituzionale e non diciamo una cosa inverosimile se sosteniamo che a questo punto Napolitano ha un solo personaggio su cui puntare, il presidente della Camera Fini, il quale in questo momento, con l'imperversare della crisi economica, troverebbe un vasto consenso, seppure con l'opposizione della vecchia Forza Italia, e non tutta”.
Il dibattito continua anche sui giornali. Per Il Secolo d’Italia c'è una “cospirazione” contro il presidente della Camera: “Certe cose - scrive - sembrano l'ultimo atto di una manovra di strumentalizzazione che giunge ora al tentativo di processo a Fini”. Le affermazioni di ieri, secondo Avvenire, sono “la segnalazione di una situazione irta di pericoli e che potrebbe degenerare in una spirale di contrapposizioni insanabili e incontrollabili

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