martedì 1 dicembre 2009

Intervista a Paolo Ferrero - Prc in piazza contro B., L'unico modo per esistere.

di Wanda Marra (il Fatto del 01/12/2009)


Sabato Rifondazione comunista sarà in piazza per il No B Day. Con l'Idv è stato il primo partito ad aderire alla manifestazione, lanciata sulla rete. “Abbiamo aderito per primi e invitato tutti i partiti e tutte le forze sociali a partecipare”, spiega il segretario, Paolo Ferrero. D'altra parte, insieme al Prc, ci saranno tutte le sigle della sinistra radicale ora extraparlamentare. Che con l'occasione riemerge dall'ombra.

Perché avete deciso di partecipare?
Si tratta di una grande manifestazione nata dalla società civile. Per noi è importante che le diverse istanze prendano voce: i diritti delle donne e dei migranti, l'acqua, la lotta alla mafia. Per noi, il punto fondamentale è che sia un grande passaggio di popolo che evidenzi che i problemi dell'Italia non sono il colore delle mutande delle amanti di Berlusconi o i minareti.

Ma la giustizia, che in questo momento è al centro dell'agenda politica, non è uno dei temi a voi più cari....
Noi abbiamo raccolto le firme insieme a Di Pietro sulla questione Lodo Alfano. Per noi, la democrazia e la giustizia sociale sono due facce della stessa medaglia. Per quanto ci riguarda, non c'è nessun giustizialismo, ma siamo fermamente per la difesa della Costituzione.

Ma non sarà che è un'occasione di visibilità che non potete perdere?
È soprattutto l'occasione per l'allargamento e l’esplicitazione dell'opposizione a Berlusconi che va fermato. Anche all'interno di questo contesto la sinistra di alternativa si sta ricostituendo. Il 5 mattina parte la Federazione della sinistra con una serie di altre forze tra cui il Pdci, che noi proponiamo essere la casa di tutte le sinistre di alternativa. E la manifestazione è anche nostra: infatti, ci andremo lavorando per la partecipazione.

Ma non vi mette a disagio manifestare con Di Pietro, che da sempre cavalca tematiche molto diverse dalle vostre?
Nella misura in cui siamo d’accordo con la piattaforma, non abbiamo nessun imbarazzo. Noi accentuiamo le questioni sociali che sono le grandi dimenticate del dibattito politico.

Cosa avete in comune con l'Italia dei valori?
L’opposizione a Berlusconi e la necessità che l'opposizione sia molto forte e non compromissoria. Dopodiché, Di Pietro sul piano politico è legato a una famiglia politica come quella liberale che è di destra. Noi siamo di sinistra.

Quanti dei vostri elettori tradizionali sono ora con l'Italia dei valori?
Questo non sono in grado di dirlo. Di Pietro in questa fase ha goduto del fatto di essere molto visibile mediaticamente perché presente in Parlamento, mentre noi siamo completamente oscurati. Dobbiamo recuperare un po’ di visibilità, la cui assenza ci penalizza moltissimo. E vogliamo ripartire dal tema del lavoro e della precarietà

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