venerdì 4 dicembre 2009

Il lavoro in diretta alla radio


Da rendiamociconto.blog

(3 dicembre 2009)
Sto ascoltando la lunga diretta di Radioarticolo1 e Radiocittà futura su informazione e lavoro che si concluderà stasera a Roma, all’Alpheus. Mi pare un’iniziativa opportuna, soprattutto perché fa parlare direttamente chi lavora del suo lavoro – che a volte c’è, altre volte manca, altre volte ancora è in pericolo – e invita tutti a reimparare a pronunciare le parole che riguardano il lavoro, cioè la vita normale e vera delle persone. Non c’è modo più efficace di utilizzare la radio, dandole le parole e la vita, che attraverso essa si esprime, del nostro paese.
 

Sto ascoltando, in particolare in questo momento, un’inchiesta di Radiocittà del Capo di Bologna, che mi sembra importante perché aiuta a capire meglio, partendo da un esempio positivo, cosa intendiamo quando denunciamo che l’informazione è poco attenta al lavoro.
In questa inchiesta si ascoltano lavoratori di una grande catena alberghiera che, per il processo di esternalizzazione messo in atto dalla loro società, rischiano di trovarsi alle dipendenze di un altro padrone, con condizioni di lavoro molto più precarie, o – chi rifiuta – addirittura senza lavoro. Una situazione difficile, quindi, ma non tragica come quella che balza davanti agli occhi di tutti quando c’è il morto sul lavoro, o la chiusura definitiva di una fabbrica.

Sulle tragedie, infatti, la stampa di informazione piomba sull’avvenimento e poi, ovviamente con sensibilità culturali e politiche e capacità di approfondimento diverse, racconta, commuove, s’indigna. Ma questo non è altro che il minimo indispensabile, e non è di questo, dunque, che ci si lamenta. Nessuna attenzione, invece, è rivolta alle storie normali del lavoro, ai piccoli-grandi fatti che riguardano i destini delle persone, fatti che non sono clamorosi, estremi, spettacolari ma che parlano del paese come è e che, se guardati con interesse, possono farci capire in anticipo cosa si sta muovendo nel ventre della società prestando il giusto ascolto a chi è in grado di raccontarne - un minuto prima che si rivelino a tutti - gli umori e i movimenti: cronaca seria e documentata, non l’estetica della cronaca (come la definisce felicemente Davide Orecchio - proprio mentre scrivo questo post - conversando con Altero Frigerio su Radioarticolo1) che cerca non la notizia ma lo spettacolo della notizia.

L’inchiesta di Radio Città del Capo racconta  una vicenda normale, parla dei piccoli soprusi subiti da lavoratori e lavoratrici arrabbiati ma non disperati, entra dentro i momenti e gli atti di una normale giornata di lavoro, li descrive, ne illustra il senso. Fa informazione vera sul lavoro. E raccontando la normalità aiuta, in fondo, a evitare che precipiti nell’anormalità, quando il resto dell’informazione la scoprirebbe.


Nessun commento:

Posta un commento

Ultime Notizie

Ultime News

Notizie di Politica

Roba Comunista