mercoledì 2 dicembre 2009

FIAT: Lettera aperta di Diliberto a Marchionne


Sono giorni di trattative tra Fiat, Governo e Sindacati con al centro il piano industriale dell’azienda e i tagli di lavoratori e stabilimenti o la riconversione degli stessi verso non meglio precisati obiettivi, Termini Imerese in primis. Tagli e riconversioni che rischiano di mettere sul lastrico migliaia di lavoratori e famiglie. (LEGGI TESTO INTEGRALE LETTERA APERTA)
Il tutto nonostante la montagna di finanziamenti pubblici ricevuti da Fiat in questi anni, non concessi certo né per licenziare, né per chiudere fabbriche, ma per creare lavoro, innovazione e sviluppo. Contestualmente Fiat continua ad avviare attività produttive in altri Paesi. Non le sembra irriguardoso tutto ciò nei confronti dello Stato? Non le sembra immorale nei confronti della dignità e della professionalità dei lavoratori? Non le sembra irrispettoso nei confronti dei territori in cui i tagli di personale e di fabbriche insistono?”. E’ quanto scrive Oliviero Diliberto, segretario del PdCI, in una lettera aperta indirizzata all’a.d. della Fiat Sergio Marchionne.
“Se gli intendimenti dell’azienda andranno avanti - continua Diliberto - in diverse aree del Paese si produrranno emorragie occupazionali vere e proprie, con ricadute pesantissime sulla vita quotidiana delle persone e sul tessuto sociale di quelle realtà, visto che parliamo di lavoratori che hanno un’età anagrafica non certo favorevole ad una loro nuova ricollocazione occupazionale. Fiat - conclude Diliberto - per gli italiani, è un marchio di fedeltà. Da tutta questa vicenda anche tale prestigioso simbolo rischia di pagare un altissimo pegno, in termini di popolarità, sull’altare del profitto e del capitalismo senza scrupoli. Non le pare?”.

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