sabato 5 dicembre 2009

Federazione Sinistra assemblea e poi tutti in piazza



Da Liberazione - di Stefano Galieni
Il rifiuto della guerra, il lavoro, la crisi e l'opposizione da ricostruire come spazio pubblico. Sono questi i concetti che hanno tenuto banco alla conferenza stampa di presentazione della Federazione della Sinistra, il percorso che durante il prossimo anno vedrà agire i diversi soggetti impegnati in un'opera di ricomposizione. Il Prc, il Pdci, il gruppo Socialismo 2000 di Cesare Salvi e quello denominato "Lavoro e Solidarietà" di Gianpaolo Patta, iniziano con una assemblea che si terrà a Roma, al Teatro Brancaccio, nella mattina del 5 dicembre, per poi convergere nella grande manifestazione del "No B. Day". Quella che è stata presentata è una ipotesi complessa e audace. Dopo decenni di frazionamenti e di divisioni, il tentativo è quello di ricostruire a partire dai contenuti, coinvolgendo non solo i promotori, ma il mondo vasto della sinistra diffusa, alternativa al Pd nelle pratiche e nei programmi. Quello delle associazioni, dei movimenti che nei territori cercano di rendere concrete le forme di opposizione reali al governo. Tanto Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, quanto Cesare Salvi, hanno molto insistito sulla necessità di sottrarsi al pantano del conflitto in Afghanistan. Il primo, ricordando che al Senato nessuno ha votato contro il rifinanziamento delle missioni di guerra in quel martoriato paese - l'IdV si è astenuta - il secondo arrivando anche a ipotizzare un referendum per chiedere di interrompere l'intervento italiano. Paolo Ferrero ha evidenziato come una parte maggioritaria dell'opinione pubblica italiana risulti contraria a queste missioni costose sia in termini economici che di vite umane, ma che anche i sondaggi a volte vengono branditi come clava e altre ignorati. L'assemblea del Brancaccio è stata illustrata in quanto momento di partenza. Parteciperanno ospiti internazionali come Lothar Bisky, capogruppo al parlamento europeo del GUE -NGL e Andros Kiprianos, presidente di Akel il partito che forte del suo 35% è nella maggioranza di governo a Cipro. Quello che si prospetta è un percorso lungo e partecipato che porterà ad un tesseramento tanto di coloro che già sono iscritti alle 4 forze promotrici quanto a chi non è iscritto ad alcun partito o ad altre forze, secondo il principio "una testa un voto". Ferrero ha insistito molto sul carattere aperto del percorso e ai giornalisti che chiedevano se questa apertura si sarebbe potuta estendere anche a Sinistra e Libertà ha risposto che nel momento in cui si accettano alcune pregiudiziali come una proposta politica alternativa a quella del Pd, il carattere strutturale della questione morale e del ritorno ad un sistema proporzionale che ripristini spazi di democrazia, non ci sono ostacoli. «La Federazione - ha ribadito il segretario del Prc - deve essere uno spazio pubblico di costruzione della sinistra. Uno spazio capace di ricostruire relazioni con la nostra gente, nelle vertenze e nelle lotte del lavoro, ambientali, per la difesa dei diritti civili e sociali. È quello il campo in cui ricostruire il senso di una sinistra di opposizione». Ovviamente si è molto insistito sull'importanza del No B Day. A chi chiedeva se non si corresse il rischio di accreditare anche in piazza ancora di più Di Pietro come leader dell'opposizione, gli esponenti presenti hanno risposto accettando la sfida: «Mi farebbe piacere che ci fosse ancora più concorrenza a sinistra - ha affermato Ferrero - Certo è che con Di Pietro condividiamo alcuni elementi e altri meno. Il suo gruppo in Europa è schierato con i liberali ed appoggia il Fdp tedesco che è a destra della Merkel, noi ci riconosciamo molto più nelle posizioni della Linke, che è a sinistra dell'Spd, per fare un esempio». I leader della Federazione hanno affermato che comunque serve un'opposizione forte e hanno dichiarato un profondo rammarico per la non adesione del Pd alla manifestazione promossa dai blogger. Una manifestazione in cui tutti i contenuti espressi dalla federazione troveranno spazio, cosa che non accadrà con l'iniziativa della settimana successiva promossa dal Pd. Manca qualsiasi riferimento alla precarietà e alla maniera per uscire dalla crisi, non si parla di abrogazione della legge 30 ma di ritorno al "pacchetto Treu". Contenuti importanti a cui è necessario dare risposte nette.

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