domenica 20 dicembre 2009

Diliberto elogia Tripodi: «Quello che lui dice in Calabria per me è vangelo»


da Gazzett DEL SUD  Domenico Malara
«Quello che in Calabria decide Michelangelo Tripodi, a me va bene a Roma». Parole e musica di Oliviero Diliberto, illider maximo dei Comunisti italiani, ieri a Reggio per partecipare al dibattito sul tema "Il Pdci, la Federazione della sinistra, la Calabria, il Mezzogiorno".
Parole che non possono che inorgoglire il numero uno dei Comunisti italiani in Calabria, che dimostra di avere le idee ben chiare sulle posizioni da tenere alle prossime elezioni regionali. «Appoggeremo il centrosinistra – sostiene Tripodi – ma non parteciperemo alla pantomima delle primarie, dove i candidati appartengono tutti all'area bersaniana del Pd. È una presa in giro per i nostri elettori e un modo per spillargli soldi, al quale noi non ci stiamo».
Soffermandosi con i giornalisti, Diliberto spazia su più temi: dalla situazione politica nazionale al Mezzogiorno, dalla Federazione della sinistra al Ponte sullo Stretto, fino alle elezioni regionali in Calabria. «Nel Paese – afferma il segretario nazionale del Pdci – si respira un clima molto pesante. Berlusconi si chiede perché tanto odio nei suoi confronti. Beh, dovrebbe fare un bell'esame di coscienza, perché sono anni che lui sparge odio».
Sulla neonata Federazione della sinistra Diliberto sprizza gioia da tutti i pori. «È una grande soddisfazione – afferma – vedere, dopo undici anni, i Comunisti italiani e Rifondazione comunista rimettersi insieme. Personalmente sto coronando un sogno perché mi batto per questa cosa da molto tempo. È sono orgoglioso che questo avvenga dalla Calabria, la regione italiana dove c'è la più alta percentuale di comunisti, se si pensa che alle ultime elezioni europee abbiamo sfiorato l'8%».
Merito di un gruppo dirigente che ha in Tripodi un leader indiscusso e pragmatico, così come ammette lo stesso Diliberto. «Michelangelo si merita di tutto e di più, a cominciare da una sua riconferma alla Regione. Se in Calabria si continuerà ad andare avanti con Loiero – afferma il segretario nazionale del Pdci parlando delle prossime regionali –, lo decideranno i compagni del centrosinistra calabrese. Il mio giudizio sull'operato di Loiero è estremamente positivo, anche se credo che debbano essere due le caratteristiche per guidare una Regione: la prima è riuscire a tenere insieme la coalizione, la seconda è quella di essere vincenti con un candidato vincente».
Il segretario dei Comunisti italiani critica senza mezze misure l'operato del governo Berlusconi, colpevole di avere tagliato qualsiasi finanziamento previsto per la Calabria e per il Mezzogiorno in generale. E sul Ponte non ha dubbi: «È un'opera inutile, per la quale si stanno già spendendo un mucchio di soldi. L'idea di costruirlo contraddice qualunque buon senso. Se uno vuole passare sul Ponte, come ci arriva a Reggio nelle condizioni in cui si trova l'A3 e con i treni che si fermano a Lamezia? Insomma, parafrasando don Rodrigo nei Promessi Sposi, questo Ponte non s'ha da fare».
Al dibattito, svoltosi al Centro civico di Ravagnese, oltre a Tripodi e Diliberto hanno partecipato anche il segretario regionale del Prc Nino De Gaetano, il segretario provinciale del Pdci Massimo Canale, il meridionalista Pasquino Crupi e il docente universitario Tonino Perna. Tutti concordi nel sostenere che solo una sinistra unita può tornare ad essere protagonista nell'agorà della politica. «Oggi c'è un forte bisogno di meridionalismo – incalza Crupi – e un'opposizione tenace per contrastare il governo di centrodestra. Le regionali sono un punto cruciale per noi: o battiamo Berlusconi oppure continuerà a governare ancora per anni».
Infine è De Gaetano a rilanciare il ruolo centrale dei comunisti e lo fa punzecchiando Di Pietro: «Vuole dimostrare che l'unica opposizione in Italia la fa lui. È assolutamente falso. L'unica vera opposizione a Berlusconi siamo noi».

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