martedì 8 dicembre 2009

Appuntamenti Toscana-Pietrasanta: Presentazione proposta Legge Regionale


- Presentazione della proposta di legge regionale in merito a “Misure in materia di salvaguardia occupazionale, delocalizzazione, sostegno al reddito, incentivi alle imprese, sviluppo dell’autoimprenditorialità cooperativa”.

Misure per favorire il blocco dei licenziamenti, sostegno al reddito dei lavoratori, ammortizzatori sociali per tutti, riconversione e difesa dell’apparato industriale e produttivo della toscana.

Questi gli obbiettivi della proposta di legge regionale presentata dai Gruppi Consiliari Regionali di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani e elemento centrale scelto per dar voce alla nascente Federazione della Sinistra d’alternativa della Toscana. Una legge – hanno affermato i promotori - sempre più urgente e necessaria in quanto si tratta di obbiettivi concreti per aggredire una crisi economica e sociale sempre più grave: si stima che adesso ai primissimi mesi del 2010 in Toscana si perderanno oltre cinquantamila posti di lavoro ed inoltre finirà gran parte del sostegno dovuto alla mobilità lunga e la totalità – il 31 dicembre prossimo -di quello dovuto alla cassa integrazione straordinaria.

Un quadro a tinte fosche, confermato dall’espandersi della crisi a settori sempre più ampi dell’economia toscana.

Una situazione che ha visto il governo nazionale non mettere in campo nessuna seria politica industriale e praticamente nessun sostegno ai lavoratori, a chi percepisce un salario, uno stipendio, una pensione; prova ne sia l’inconsistente manovra finanziaria in discussione attualmente in Parlamento.

La Regione Toscana ha messo in campo – anche grazie alle nostre sollecitazioni – una serie di misure importanti di sostegno al reddito dei lavoratori e di contrasto alla crisi, ma è – trovandoci di fronte ad una situazione straordinaria - necessario fare di più; sia sul versante della calmierazione dei suoi effetti – in questa direzione va la proposta di legge che presentiamo oggi – sia sulla questione del come intervenire per superare la crisi stessa e del come sarà la Toscana quando a crisi conclusa.

Da questo punto di vista riteniamo necessario un vero e proprio salto di qualità che – con nuovi strumenti e le opportune sinergie – veda un nuovo intervento pubblico di programmazione nell’economia regionale.

La proposta di legge che oggi presentiamo alla stampa – denominata “Misure in materia di salvaguardia occupazionale, delocalizzazione, sostegno al reddito, incentivi alle imprese, sviluppo dell’autoimprenditorialità cooperativa” ha l’obbiettivo di sostenere e difendere il lavoro, coprire le difficoltà delle persone dentro la crisi e fino a quando questa non sarà superata, puntando a garantire la stabilità dei rapporti di lavoro e tutelare l’ occupazione.

Un pacchetto di misure che richiamino le imprese alle proprie responsabilità sociali Per questo indichiamo un obiettivo: licenziamenti zero per i prossimi 48 mesi.

Per sostenere la legge presentata e farla “vivere” nella società e nel mondo del lavoro toscani è stato predisposto un appello – che ha visto come primi firmatari personalità del mondo sindacale e sociale toscano -.

E’ possibile sottoscrivere l’appello e reperire i materiali inerenti alla legge su www.propostadileggetoscanasulavoro.blogspot.com.
Di seguito un breve dettaglio delle principali misure contenute nella proposta di legge in questione:
Presentazione della proposta di legge regionale in merito a “Misure in materia di salvaguardia occupazionale, delocalizzazione, sostegno al reddito, incentivi alle imprese, sviluppo dell’autoimprenditorialità cooperativa”.

Misure per favorire il blocco dei licenziamenti, sostegno al reddito dei lavoratori, ammortizzatori sociali per tutti, riconversione e difesa dell’apparato industriale e produttivo della toscana.

Questi gli obbiettivi della proposta di legge regionale presentata dai Gruppi Consiliari Regionali di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani e elemento centrale scelto per dar voce alla nascente Federazione della Sinistra d’alternativa della Toscana. Una legge – hanno affermato i promotori - sempre più urgente e necessaria in quanto si tratta di obbiettivi concreti per aggredire una crisi economica e sociale sempre più grave: si stima che adesso ai primissimi mesi del 2010 in Toscana si perderanno oltre cinquantamila posti di lavoro ed inoltre finirà gran parte del sostegno dovuto alla mobilità lunga e la totalità – il 31 dicembre prossimo -di quello dovuto alla cassa integrazione straordinaria.

Un quadro a tinte fosche, confermato dall’espandersi della crisi a settori sempre più ampi dell’economia toscana.

Una situazione che ha visto il governo nazionale non mettere in campo nessuna seria politica industriale e praticamente nessun sostegno ai lavoratori, a chi percepisce un salario, uno stipendio, una pensione; prova ne sia l’inconsistente manovra finanziaria in discussione attualmente in Parlamento.

La Regione Toscana ha messo in campo – anche grazie alle nostre sollecitazioni – una serie di misure importanti di sostegno al reddito dei lavoratori e di contrasto alla crisi, ma è – trovandoci di fronte ad una situazione straordinaria - necessario fare di più; sia sul versante della calmierazione dei suoi effetti – in questa direzione va la proposta di legge che presentiamo oggi – sia sulla questione del come intervenire per superare la crisi stessa e del come sarà la Toscana quando a crisi conclusa.

Da questo punto di vista riteniamo necessario un vero e proprio salto di qualità che – con nuovi strumenti e le opportune sinergie – veda un nuovo intervento pubblico di programmazione nell’economia regionale.

La proposta di legge che oggi presentiamo alla stampa – denominata “Misure in materia di salvaguardia occupazionale, delocalizzazione, sostegno al reddito, incentivi alle imprese, sviluppo dell’autoimprenditorialità cooperativa” ha l’obbiettivo di sostenere e difendere il lavoro, coprire le difficoltà delle persone dentro la crisi e fino a quando questa non sarà superata, puntando a garantire la stabilità dei rapporti di lavoro e tutelare l’ occupazione.

Un pacchetto di misure che richiamino le imprese alle proprie responsabilità sociali Per questo indichiamo un obiettivo: licenziamenti zero per i prossimi 48 mesi.

Per sostenere la legge presentata e farla “vivere” nella società e nel mondo del lavoro toscani è stato predisposto un appello – che ha visto come primi firmatari personalità del mondo sindacale e sociale toscano -.

E’ possibile sottoscrivere l’appello e reperire i materiali inerenti alla legge su www.propostadileggetoscanasulavoro.blogspot.com.



Di seguito un breve dettaglio delle principali misure contenute nella proposta di legge in questione:

1) il blocco dei licenziamenti: si tratta di tradurre in legge l’obiettivo sociale, sostenuto da diversi soggetti sindacali, di ottenere il blocco dei licenziamenti per i prossimi quarantotto mesi. In questo modo, intervenendo sulla legge che disciplina la “riduzione del personale”, è sospesa la possibilità per le imprese di ricorrere ai licenziamenti, lasciando in vigore soltanto il possibile ricorso agli strumenti dei Contratti di Solidarietà, alla riduzione dell’orario di lavoro, alla CIG a rotazione, alla CIGS finalizzata alla ripresa produttiva e lavorativa. Si tratta di un intervento importante a fronte di dati estremamente preoccupanti che quantificano in decine di migliaia i posti di lavoro persi o che si perderanno nei prossimi mesi anche in Toscana;

2) il superamento della precarietà: l’obiettivo è di superare la precarizzazione dei rapporti di lavoro connessa con il forte degrado delle tutele del lavoro che si è verificata negli ultimi quindici-vent’anni. Si tratta di riunificare il mondo del lavoro superando la fittizia distinzione tra lavoro subordinato e parasubordinato, semplificando e unificando le tipologie contrattuali, stabilendo che la forma tipica del contratto di lavoro è quello a tempo indeterminato e, quindi, introducendo severi limiti all’utilizzo di contratti a tempo determinato;

3) Il contrasto al fenomeno delle delocalizzazioni produttive: Il fenomeno dello spostamento geografico, totale o parziale, delle attività produttive verso altri Paesi, denominato “delocalizzazione”, provoca licenziamenti in massa di lavoratori e impoverimento produttivo/ industriale dei territori.

Per questo si rende necessaria e urgente una legge che renda il “pubblico” capace di dare risposte tramite interventi concreti: riconsegnare agli enti locali la possibilità di gestire questi processi prevedendo che l’erogazione dei contributi pubblici sia realmente utile allo sviluppo e alla crescita economica, produttiva e sociale del territorio. In sostanza, le imprese che delocalizzano, in base alla proposta di legge, sarebbero tenute a restituire tutti i contributi e sostegni economici ricevuti da Regioni ed Enti Locali negli ultimi dieci anni;

4) l’introduzione i vincoli sulle aree occupate da attività produttive per evitare fenomeni speculativi: Per evitare che le aree che ospitano attività produttive diventino oggetto di speculazioni urbanistiche (con la decisione di cessare le attività produttive per lucrare sulla vendita e sulla trasformazione d’uso di dette aree), si rende necessaria una norma che, giustificata con il carattere dell’eccezionalità, consenta di vincolare a uso esclusivamente produttivo/industriale le aree attualmente occupate da dette attività.

Deve trattarsi di una norma che disponga l’obbligo per i Piani Regolatori dei Comuni di normare in maniera univoca le destinazioni d’uso delle aree attualmente occupate da stabilimenti e impianti industriali.

Tale destinazione non potrà che essere quella industriale / produttiva con il vincolo di destinazione di dette aree al fine di sancirne l’impossibilità di cambio di destinazione d’uso e quindi sottrarle ai meccanismi speculativi per almeno 15 anni in analogia con la legge sugli incendi boschivi;

5) l’estensione a tutti i lavoratori degli ammortizzatori sociali: In Italia manca una normativa organica in materia di ammortizzatori sociali il cui riconoscimento risulta fortemente differenziato ma seconda delle tipologie di impresa e di contratto di lavoro.

Per questo motivo occorre una proposta normativa che ridefinisca in maniera organica e complessiva la materia degli ammortizzatori allargando la platea dei soggetti titolari degli stessi a tutti i lavoratori, quindi, al fine di sostenere il reddito dei lavoratori e delle lavoratrici espulsi dai processi produttivi, indipendentemente dal loro stato giuridico e della natura contrattuale del loro rapporto di lavoro, ogni Regione deve istituire un apposito fondo che consenta che garantire a tutti i lavoratori la medesima copertura in termini di ammortizzatori sociali.

6) Sostegno all’autoimprenditorialità cooperativa: contro il rischio di chiusura degli impianti, chiusura di impresa e fuga dai territori la Regione sostiene, a salvaguardia dei livelli occupazionali e della permanenza delle imprese sul territorio le forme di aggregazione in cooperativa dei lavoratori delle imprese a rischio e le sostiene con adeguati finanziamenti, supporto tecnico e assistenza nella promozione sul mercato.



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