venerdì 27 novembre 2009

Protezione civile S.p.A il braccio di ferro.






 Da unita.it
Braccio di ferro in preconsiglio sulla Protezione Civile Spa. Sulla nuova «creatura» voluta da Palazzo Chigi, che esternalizza funzioni strategiche dell'attuale dipartimento e per di più «scippa» anche la rete di monitoraggio sui terremoti al prestigioso ente di ricerca Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), il Tesoro ha prodotto dieci pagine fitte di osservazioni. Via Venti Settembre non è convinta né degli oneri previsti nel testo (un milione di euro), né dell'operazione sul personale. Altrettanto «poco convinti», per non dire dichiaratamente contrari, appaiono i lavoratori del Dipartimento guidato da Guido Bertolaso, che ieri in un'assemblea infuocata hanno dichiarato lo stato di agitazione e si preparano a fare picchetti ed altre iniziative (anche “tecnologiche” dicono) se la Spa sarà varata. Troppi i rischi che si racchiudono dietro questo disegno, che a quanto pare è in preparazione da molti anni nelle stanze di Palazzo Chigi.

RISCHI
L'ultima versione del decreto prevede che «Il capitale sociale iniziale della Società è stabilito in un milione di euro e successivi eventuali aumenti del capitale sono determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze. Le azioni della Società sono interamente sottoscritte dal Ministero dell’economia e delle finanze che esercita i diritti dell’azionista e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi». Dunque, si dirà, la nuova macchina è completamente pubblica, esattamente come l'attuale. Ma il “diavolo” si nasconde nella forma giuridica, che trasforma in privato il tipo di contratto di lavoro (oggi pubblico). E non solo. Con la costituzione di una Spa, saltano tutti i controlli sulla gestione delle risorse: nessun filtro della Corte dei Conti e soprattutto mano libera sulle gare d'appalto per le opere da mettere in campo, mentre oggi la pubblica amministrazione ha una soglia di 20mila euro per gli affidamenti senza gara. Poco chiaro resta il destino dei lavoratori. Il testo prevede che “la Società può avvalersi del personale, anche di livello non dirigenziale, in servizio presso il Dipartimento nazionale della protezione civile in possesso della necessaria professionalità tecnica ed amministrativa». Vuol dire un trasferimento “coatto” degli attuali dipendenti? Ovvero delle attuali 475 unità attualmente inserite nei ruoli del Dipartimento? In molti temono che almeno la metà venga lasciata fuori, magari in mobilità. Insomma, nessuna certezza, in uno scenario di frammentazione di contratti e prebende che andrebbe rivisitato integralmente.

IL GIRO D'AFFARI
Ma il rischio maggiore sta proprio negli obiettivi che la nuova Società si pone. In sostanza gestirà le emergenze su tutto il territorio nazionale, fornendo la progettazione e la direzione dei lavori. Una sorta di centrale unica di appalto, che gestirà un giro d’affari miliardario. Tanto che già si vocifera sull’interesse di Finmeccanica (il colosso pubblico ha già un’intesa con il Dipartimento per il software) e altre aziende. «La Società può, altresì, assumere partecipazioni, detenere immobili ed esercitare ogni attività strumentale - continua il testo - connessa o accessoria ai suoi compiti istituzionali, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia di affidamento a società a capitale interamente pubblico»

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