lunedì 30 novembre 2009

Palermo: il Pd e Lombardo a che gioco giocano?


«Lombardo archivi il centrodestra e presenti una proposta politica credibile»: ecco le condizioni del Pd per sostenere un governo di programma. Le espone in una nota Giuseppe Lupo, il neosegretario del partito democratico: e sono le stesse parole che Lupo ha adottato venerdì sera nel corso dell´incontro con il governatore. Un faccia a faccia a sorpresa, quello di Palazzo dei Normanni, preceduto da una telefonata in cui Lombardo aveva detto al giovane leader del Pd di voler rendergli visita per gli auguri di rito. Il contatto ha mandato in subbuglio gli ambienti della maggioranza, anche per la dinamica della visita: Lombardo è sbucato all´Ars alle otto della sera, ha sbagliato destinazione e si è recato negli ex locali dei Ds, dove ha incontrato il capogruppo Antonello Cracolici. Insieme, i due sono andati da Lupo.


Il tour in assemblea non è passato inosservato: un deputato dell´Udc ha avvertito i vertici dello scudocrociato e del Pdl «lealista» che hanno subito additato la prova dell´inciucio. «Nessuno ha preso impegni», si è affrettato a precisare dopo l´incontro il governatore. E, in realtà, il Pd attende Lombardo in aula: non ha chiesto l´azzeramento della giunta (che, in forza della riforma amministrativa, scade comunque a fine dicembre) ma vuole ascoltare chiare parole di rottura nei confronti della maggioranza che l´ha sostenuto. E un segnale nitido quale la revoca delle deleghe ad Armao.


Intanto, il Pdl Sicilia benedice il tentativo di Lombardo di andare avanti sulla strada dell´annunciato «governo di programma» aperto a forze politiche e singoli deputati disponibili. È il capogruppo Giulia Adamo a incoraggiare il governatore: «Il momento impone scelte decise e coerenti anche attraverso l´ipotesi di una ulteriore scomposizione delle rappresentanze politiche in parlamento». Una posizione che rispecchia l´opinione di quanti, nel suo gruppo, si preparano a una maggioranza senza i «lealisti» e l´Udc. Carmelo Briguglio, deputato finiano, chiama i vertici nazionali del partito alle proprie responsabilità: «La mancanza di iniziativa del Pdl nazionale in Sicilia è molto grave e mina la credibilità e la capacità di rappresentanza in una grande regione».




Ma il coordinatore siciliano del Pdl, Giuseppe Castiglione, insiste: «Non siamo interessati a geometrie variabili né ad appelli a singoli deputati. Puntiamo alla formazione di un nuovo governo con la coalizione che ha vinto le elezioni e quindi con il ritorno in giunta dell´Udc».
Duro il segretario dello scudocrociato Saverio Romano: «Lombardo, piuttosto che fare il giro delle sette chiese per raccattare qualche deputato - ha detto ad Acireale - farebbe bene ad azzerare la giunta e ripristinare la coalizione che ha vinto le elezioni.


In caso contrario si vada alle urne». Lombardo dice: «Mercoledì mi rivolgerò all´aula e se ci saranno numeri e volontà si andrà avanti, altrimenti nessuno è inchiodato alla poltrona. Abbiamo un patto forte con il Pdl Sicilia e dialoghi aperti con i tradizionali alleati con cui il rapporto non è dei migliori. Allentando questo vincolo possiamo parlare con l´intera assemblea». Il governatore ha annunciato ieri pomeriggio che, nell´elaborare il programma, martedì incontrerà i segretari regionali dei sindacati. Una richiesta, in questo senso, gli era stata fatta in mattinata da Lupo. Un altro indizio?
(29 novembre 2009)

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