sabato 28 novembre 2009

L'ANM risponde noi siamo gli aggrediti



 Da Unita.it
«Noi magistrati non siamo in guerra con nessuno, ma chiediamo di non essere aggrediti». Lo ha detto il Presidente dell' Anm, Luca Palamara, conversando con i giornalisti dopo l' incontro con il presidente della Camera, Gianfranco Fini. "Il Quirinale ha ragione, ognuno ha il suo ruolo e deve rispettarlo, tuttavia le parole del presidente non si sezionano a piacere. E di fronte alle aggressioni, è difficile non rispondere».

Tuttavia l'Anm non ci sta ad accettare «divisioni tra magistrati buoni e cattivi, tra rossi e neri». Il nostro contributo non manca per una riforma reale e urgente della giustizia - continua Palamara - ma non va in questo senso il processo breve...». Il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini da parte sua sottolinea che l'associazione «continuerà a mantenere la linea dell'equilibrio e della misura senza rinunciare però al dovere di difendere i singoli magistrati e l'ordinamento giudiziario da aggressioni e insulti».

L'Anm dunque approva le parole del capo dello stato ma rivendica la possibilità di esprimere il proprio parere di fronte alle aggressioni del premier.

 «Essere aggrediti costantemente -ha lamentato Palamara- è un'operazione che rende molto difficile anche da parte della magistratura associata continuare a mantenere il ruolo di equilibrio che sempre in questo periodo la magistratura ha voluto portare avanti».

«Nell'incontro con il presidente della Camera ovviamente abbiamo ripercorso quelle che sono le nostre posizioni sui temi di carattere generale e sui temi di carattere attuale, in particolar modo mi richiamo al processo breve. Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni del momento, anche con riferimento ai temi delle aggressioni ai magistrati, e abbiamo svolto le nostre considerazioni sulla necessità che il tema giustizia venga affrontato a 360 gradi e non si facciano riforme di carattere parziale o di carattere punitivo».

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