lunedì 9 novembre 2009

Berlusconi e Bossi: Veneto e Piemonte in cambio dello 'scudo giudiziario'

da Dazebao.org di Tommaso Vaccaro
Berlusconi punta a chiudere entro mercoledì la questione della riforma giudiziaria, che lo salverebbe dai processi in cui è imputato. Ma la Lega lo ricatta con la richiesta di due presidenze di Regione, mentre Fini si esprime contro la 'prescrizione breve': "danneggerebbe i semplici cittadini"


ROMA - La faida in corso nel Pdl non sembra scomporre il premier Silvio Berlusconi, occupato com’è a risolvere, e con urgenza, il “problema giustizia”.


Ben s’intenda, i ‘suoi’ problemi con la giustizia, non certamente quelli strutturali al sistema giudiziario italiano. Le posizioni e le voci nel centrodestra di governo si frammentano ulteriormente dopo gli scontri dei mesi scorsi tra i fedelissimi del Cavaliere e il presidente della Camera Gianfranco Fini sostenuto dai cosiddetti finiani. Al centro della diatriba di questi giorni, il tema delle candidature per le prossime elezioni regionali 2010. La Lega Nord, per bocca del padrone indiscusso Umberto Bossi, continua a battere i pugni sul tavolo per ottenere la presidenza di due Regioni “padane”.


Il senatùr ha ribadito le proprie pretese anche ieri affermando che: “Il Piemonte e il Veneto vanno a noi della Lega”.


Parole, queste, cestinate dal ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, che le ha definite “solo desideri”.


“Sul Veneto e il Piemonte alla Lega Nord non c'è nessun accordo – ha spiegato La Russa, a margine dell'assemblea della Destra a Pomezia - io ho visto solo dei legittimi desideri espressi da Umberto Bossi”. “Noi abbiamo sempre grande rispetto per le legittime richieste che vengono avanzate, ma le decisioni alla fine debbono essere sempre comuni”.


La questione, dunque, resta tutta sul piatto aumentando esponenzialmente il grado di ricattabilità politica di Berlusconi, sulla cui testa pendono adesso i processi ripartiti dopo la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Consulta. Dalla Lega fanno sapere, infatti, che se riforma “ad personam” della giustizia sarà, il pegno da pagare per il voto del Carroccio sono le due presidenze di cui sopra.
Con ogni probabilità saranno queste le condizioni che Umberto Bossi porterà sulla scrivania del Cavaliere, con cui s’incontrerà per un summit d’urgenza ed alla presenza di Gianfranco Fini, al più tardi mercoledì.


Berlusconi ha intenzione di chiudere una volta per tutte la partita dello “scudo” giudiziario sul presidente del Consiglio. Una partita che va giocata, per forza di cose, con la compattezza di tutta la maggioranza, a cui adesso chiede un impegno preciso: bloccare i processi che lo riguardano.Si lavora, in particolare, sulla “durata del processo" che, tradotto, significa ridurre i tempi della prescrizione. Un’eventualità negata più volte dallo stesso ministro della Giustizia Angelino Alfano, che tuttavia potrebbe essere contraddetto già nelle prossime ore.


Sulla questione interviene in serata anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, dalla poltrona televisiva di "Che tempo che fa".


Una eventuale legge sulla prescrizione breve, ha affermato Fini, danneggerebbe molti cittadini in cui sono parte lesa nei processi che cadrebbero in base a questa norma. "Berlusconi ha diritto di governare - ha aggiunto il nuimero uno di Palazzo Montecitorio - glielo hanno dato gli elettori. E deve governare nel pieno rispetto di altri organismi previsti dalla Costituzione". "Governare - ha proseguito - implica rispetto della Corte costituzionale, del Parlamento, del Presidente della Repubblica e della Magistratura" Fini ha quindi detto che occorre discutere "di ciò che nella giustizia non va, compreso l'abnorme lunghezza dei processi. Tutti coloro che seguono questi problemi sanno che ci sono testi su questo problema già depositati alla Camera". Fini ha però frenato sulla legge sulla prescrizione breve: "Il problema è dare al cittadino danneggiato il diritto di veder tutelata la propria volontà di arrivare a una sentenza. Se con una leggina - ha concluso - si annullano processi. il cittadino che ha già pagato l'avvocato, che si è imbarcato in un processo, quel cittadino si arrabbia".


Al vertice di maggioranza, Berlusconi porrà anche il tema della riforma del processo penale e delle intercettazioni, la riforma del Csm e quella costituzionale sempre sulla giustizia. Oltre che, come già detto, il tema della durata dei processi.


Ore affannate sono, dunque, quelle del premier. Occupato a pieno ritmo a ideare, insieme ai suoi fedeli consiglieri, una nuova architettura giudiziaria che gli permetta di uscire pulito dalle pendenze con i tribunali. Tutto ciò mentre le lacerazioni nella maggioranza si inaspriscono e le pretese della Lega rendono il Cavaliere sempre più debole.

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